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26 Febbraio 2026
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Calabria
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Sanità calabrese al collasso, Si Cobas denuncia la carenza di oltre 5.000 operatori: “Garantire continuità”

Il sindacato sollecita la proroga dei contratti dei precari e chiede interventi immediati per Oss, infermieri, medici e tecnici: "Assicurare stabilità negli ospedali anche durante l’estate”

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Il Si Cobas Calabria lancia un appello urgente alle autorità sanitarie della regione: prorogare e stabilizzare i contratti a tempo determinato di tutti i lavoratori del comparto sanitario, in scadenza nei prossimi mesi.

In una nota inviata a Commissario ad Acta Roberto Occhiuto, al Direttore Generale di Azienda Zero Calabria Gandolfo Miserendino e a tutti i vertici delle aziende ospedaliere e delle ASP provinciali, il sindacato sottolinea l’emergenza causata dalla carenza di personale: “Mancano oltre 5.000 sanitari tra OSS, infermieri e medici, e in molte strutture non si garantiscono i Lea”, dichiarano i coordinatori Roberto Laudini e Simone Scandale.

Proroga e stabilizzazione: la richiesta del sindacato

Secondo il Si Cobas Calabria, figure professionali fondamentali – dagli OSS agli infermieri, dai tecnici alle ostetriche e fisioterapisti – devono vedere prorogati i loro contratti e avviati percorsi di stabilizzazione. “Nonostante i piani di fabbisogno, i numeri rimangono sempre insufficienti, e la permanenza del personale sanitario è “fondamentale”, spiegano i coordinatori.

L’importanza del personale estivo

Il sindacato evidenzia inoltre che durante il periodo estivo il personale a tempo determinato è cruciale per garantire le ferie dei lavoratori e il funzionamento degli ospedali: “Negli ospedali come AOU Renato Dulbecco, Annunziata di Cosenza, GOM Reggio Calabria e in tutte le aziende sanitarie provinciali, la presenza dei precari è necessaria per assicurare continuità dei servizi”, aggiungono Laudini e Scandale.

Una lotta per la giustizia sociale

Il Si Cobas Calabria si definisce al fianco dei lavoratori per promuovere giustizia sociale e dignità professionale: “Ogni lavoratore deve affrontare le difficoltà in prima persona, senza paura e timore. Il muro di gomma nella sanità pubblica calabrese può essere abbattuto, ma serve un cambiamento radicale di pensiero”, sottolineano.

I coordinatori denunciano anche l’uso politico della sanità: “La politica specula sui lavoratori perché vede un bacino di voti, ma noi persone libere camminiamo a testa alta e lotteremo sempre per difendere i diritti dei lavoratori e garantire una sanità pubblica libera e non ostaggio dei poteri forti”.

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