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3 Marzo 2026
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Sanità calabrese tra ritardi e disuguaglianze: l’analisi di Potere al Popolo sui dati Agenas

Tempi d’attesa superiori agli standard, ambulanze in ritardo e screening insufficienti. Secondo Pap i dati Agenas confermano il dominio della sanità privata e la fragilità del pubblico

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L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) ha recentemente pubblicato la nuova edizione del Sistema Nazionale di Valutazione delle Performance delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, confermando molte criticità per la sanità calabrese. Potere al Popolo Calabria interviene con un comunicato per denunciare i dati e la situazione del settore, ritenuta il frutto di decenni di politiche neoliberiste che hanno favorito la sanità privata a scapito del pubblico.

Tempi di attesa e pronto soccorso: la Calabria in difficoltà

Secondo i dati Agenas, i tempi di attesa per gli interventi e le permanenze nei Pronto Soccorso restano lontani dagli standard nazionali. Particolarmente critici gli accessi inappropriati al PS per pazienti over 75, con un accesso su quattro, soprattutto nelle aziende delle Dolomiti, Ulss Polesana e Azienda Scaligera. In controtendenza, si distinguono per efficienza il San Carlo di Potenza, l’AOU Dulbecco di Catanzaro e l’AOU di Perugia.

L’assistenza domiciliare integrata mostra carenze, con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro che figura tra le ultime posizioni. Anche gli interventi di protesi d’anca entro 180 giorni presentano criticità, in particolare a Catanzaro, Cagliari e Brotzu. Negativa anche la gestione degli interventi per tumore al colon entro 30 giorni, con performance scarse per l’Ao Papardo, l’AOU Dulbecco di Catanzaro e il Cannizzaro di Catania.

Ambulanza e tempi di risposta: la Calabria in testa ai ritardi

La criticità riguarda anche i tempi di attesa delle ambulanze. Dei 110 setting aziendali considerati, 41 ASL superano i 20 minuti di attesa, contro il target nazionale di 18 minuti. La situazione peggiore si registra a Vibo Valentia, con un tempo medio di 35 minuti.

Screening oncologici: qualche miglioramento, ma persistono lacune

Per gli screening oncologici, si registra una ripresa delle attività, con un miglioramento nel Sud Italia. Tuttavia, le performance peggiori della mammella si riscontrano nelle Asl di Bari, Catanzaro e Cosenza; della Cervice, in Cosenza, Sulcis e Alto Adige; del Colon, a Bari, Cosenza e Foggia.

Eccellenze e ospedali da rivedere

Sempre secondo il Piano nazionale esiti 2025, alcune strutture calabresi figurano tra le eccellenze: l’Istituto Ortopedico Mezzogiorno d’Italia di Reggio Calabria e le case di cura Scarnati di Cosenza e Villa del Sole di Catanzaro. Altre quattro strutture sono migliorate rispetto allo scorso anno: Igreco Ospedali Riuniti di Cosenza, Casa di cura Cascini di Belvedere Marittimo, Ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone e Policlinico Madonna della Consolazione di Reggio Calabria. Tranne il San Giovanni di Dio di Crotone, tutte le eccellenze calabresi sono private. Complessivamente, 11 ospedali della regione risultano da sottoporre a revisione.

Il punto di vista di Potere al Popolo Calabria

Potere al Popolo Calabria interpreta i dati come la conferma della distruzione della sanità pubblica a vantaggio del privato. “Questo è il risultato delle politiche neoliberiste adottate sia dal centrodestra che dal centrosinistra negli ultimi trent’anni – si legge nel comunicato – che hanno operato tagli draconiani alla spesa sanitaria, giustificati con il mantra “C’è lo chiede l’Europa”. Oggi, invece, si trovano fulminevolmente 800 miliardi per il riarmo, mentre il diritto alla salute resta negato“.

Il movimento ribadisce la necessità di rilanciare la sanità pubblica come diritto fondamentale: “La sanità non è un bene di mercato, ma un diritto dell’individuo. Continueremo a batterci affinché venga garantita la tutela della salute a tutti i cittadini calabresi”.

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