La Calabria resta fanalino di coda nella rivoluzione dell’assistenza territoriale promessa dal Pnrr. Secondo l’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe sullo stato di attuazione della Missione Salute, la regione paga un gap pesantissimo rispetto al resto del Paese.
Case di Comunità, un ritardo che fa male
In Calabria, delle 63 Case di Comunità programmate, secondo gli ultimi dati Agenas al 31 dicembre 2025, solo 2, pari al 3,2%, hanno almeno un servizio dichiarato attivo. La media nazionale si ferma invece al 45,5%. Un divario enorme che lascia sul terreno migliaia di cittadini in attesa di cure più vicine a casa.
Ospedali di Comunità, quasi tutto ancora sulla carta
Stesso scenario per gli Ospedali di Comunità: dei 20 previsti, soltanto 1 (il 5%) risulta con almeno un servizio attivo. La media italiana è al 27%. Anche qui la Calabria arranca, confermando una partenza lentissima della nuova rete di assistenza intermedia.
Fascicolo sanitario elettronico, adesione bassissima
Sul fronte digitale la situazione non migliora. Nel Fascicolo sanitario elettronico regionale sono disponibili 13 documenti su 20 tipologie previste dal decreto del 7 settembre 2023, contro una media nazionale di 14 documenti. Ma il dato più preoccupante riguarda i cittadini: solo il 2% dei calabresi ha espresso il consenso alla consultazione dei propri documenti nel Fascicolo sanitario elettronico. La media Italia è al 44%.
Il monito
“Abbiamo analizzato i risultati raggiunti al 30 dicembre 2025 e le criticità che continuano a frenare la riforma dell’assistenza territoriale”, dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. “L’obiettivo è duplice: fornire ai cittadini un quadro oggettivo, al riparo da letture strumentali, e lanciare un monito a governo e Regioni sui potenziali rischi che gli inaccettabili ritardi accumulati avranno sulla rendicontazione finale del prossimo 30 giugno“.
Un campanello d’allarme chiaro, che arriva a pochi mesi dalla scadenza decisiva per l’utilizzo dei fondi europei. La Calabria ha ancora tempo per recuperare terreno, ma i numeri di oggi raccontano una realtà che non può più essere ignorata.









