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9 Marzo 2026
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Sanità, l’Ordine dei Medici di Reggio sfida la Regione. Un piano organico per fermare la fuga dei professionisti

Dalle assunzioni immediate dei neolaureati alla riforma del management: ecco la proposta per rendere il territorio attrattivo, sbloccare le carriere e garantire cure di qualità ai cittadini.

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La sanità calabrese attraversa oggi una delle sue fasi più critiche, segnata da una carenza cronica di personale, strutture spesso inadeguate e percorsi formativi instabili. Questa combinazione di fattori sta alimentando una preoccupante emorragia di talenti: i giovani medici, formati sul territorio, preferiscono fuggire verso altre regioni o verso l’estero. Per invertire questa tendenza, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria ha presentato alla Regione una proposta dettagliata che punta a trasformare le criticità in opportunità operative, partendo dall’esperienza diretta di chi vive quotidianamente le corsie.

Un ponte tra laurea e corsia: il modello formativo a costo zero

Il cuore della proposta risiede in una strategia di reclutamento coraggiosa: l’assunzione immediata di medici neolaureati con contratti a tempo determinato, garantendo la stabilizzazione automatica al conseguimento della specializzazione. L’Ordine suggerisce di facilitare l’accesso di questi professionisti alle branche specialistiche all’interno di strutture sanitarie accreditate come rete formativa. Un vantaggio non solo clinico ma anche economico: non gravando sulle borse di studio universitarie statali poiché già dipendenti, questi medici rappresenterebbero un potenziamento del sistema a costo zero per lo Stato.

Parallelamente, si richiede la copertura rapida dei posti apicali vacanti con figure di alto profilo e la possibilità di procedere ad assunzioni extra-budget calibrate sui bisogni reali della popolazione. In tal senso, risulta fondamentale un’interlocuzione diretta tra la Regione, il Governo e il Ministero della Salute per ottenere deroghe normative mirateche permettano di colmare le carenze strategiche.

Management e carriere: il peso dei ritardi burocratici

Uno dei nodi gordiani individuati dall’Ordine riguarda la gestione amministrativa delle aziende sanitarie. Il documento segnala ritardi inaccettabili nella promulgazione degli atti aziendali: al GOM di Reggio Calabria l’ultimo aggiornamento risale al 2016, mentre all’Asp al 2017.

Questa stasi burocratica produce effetti devastanti: blocca l’attribuzione degli incarichi, rallenta i premi di produzione e genera incertezza nelle progressioni di carriera. La proposta è netta: l’assetto organizzativo va rivoluzionato, legando indissolubilmente la conferma dei manager al rispetto rigoroso delle scadenze amministrative e al tempestivo aggiornamento degli atti aziendali.

Incentivi, sicurezza e territorio: la ricetta per il rilancio

Per rendere la Calabria nuovamente “appetibile”, l’Ordine punta su una serie di leve motivazionali e strutturali: Incentivi economici diretti e uniformità contrattuale tra ospedalieri, specialisti ambulatoriali e medici di famiglia. Valorizzazione dell’attività intramoenia allargata, rendendola compatibile con l’attività istituzionale anche presso strutture private accreditate. Sicurezza sul lavoro: interventi decisi per proteggere il personale dalle crescenti aggressioni, migliorando la qualità della vita professionale.

Sul fronte dell’assistenza, l’obiettivo è ridurre l’emigrazione sanitaria potenziando le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e i servizi H24, razionalizzando le guardie mediche e implementando i Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) uniformi.

Una visione per il futuro: Reggio Calabria sede di Medicina

Il rilancio passa infine dalla formazione e dall’integrazione decisionale. L’Ordine propone di inserire stabilmente la figura del medico nei processi di governance regionale e lancia una sfida ambiziosa: l’istituzione di una Facoltà di Medicina a Reggio Calabria. Attraverso accordi clinici e formativi con centri di eccellenza internazionali, la Calabria potrebbe non solo trattenere i propri talenti, ma diventare un polo d’attrazione per i professionisti di tutta Europa, garantendo finalmente ai cittadini un sistema meritocratico, affidabile e di qualità.

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