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25 Marzo 2026
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Sanità privata, sindacati in presidio alla Cittadella: “Contratti bloccati da 14 anni, basta disparità”

Flash mob di Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede della Regione Calabria per chiedere il rinnovo dei contratti nella sanità privata. Nel mirino le differenze salariali con il pubblico e il nodo degli accreditamenti regionali

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Mattinata di mobilitazione a Catanzaro, dove i sindacati del comparto funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil hanno promosso un presidio davanti alla Cittadella regionale per riaccendere i riflettori sulla vertenza che riguarda i lavoratori della sanità privata in Calabria.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di mobilitazione nazionale che culminerà con lo sciopero del 17 aprile a Roma, mentre sul tavolo resta la richiesta di rinnovo dei contratti Aiop/Aris Sanità Privata, Aiop Rsa e Aris Rsa.

“Stessi servizi, stipendi più bassi”

Secondo i sindacati, in Calabria sarebbero oltre mille i lavoratori impiegati nelle strutture private accreditate che, pur svolgendo un servizio di interesse pubblico, continuano a operare con contratti fermi da oltre un decennio.

Il segretario generale della Uil Fpl Calabria, Walter Bloise, ha denunciato una condizione che considera ormai insostenibile, sottolineando come il personale della sanità privata continui a garantire prestazioni essenziali in un quadro di forte precarietà e con una penalizzazione economica rilevante rispetto ai colleghi del pubblico. Secondo Bloise, il divario retributivo arriverebbe a superare i 500 euro mensili per figure professionali analoghe.

Il nodo delle Rsa e della riabilitazione

A pesare, secondo i rappresentanti sindacali, è anche la crescente domanda di assistenza in una regione caratterizzata da un forte invecchiamento della popolazione. Nei settori della riabilitazione e delle Rsa, spiegano i sindacati, il sistema pubblico non riesce a coprire interamente il fabbisogno, lasciando un ruolo centrale alle strutture private accreditate.

La segretaria generale della Fp Cgil Calabria, Alessandra Baldari, ha evidenziato come proprio questa centralità renda ancora più difficile accettare il blocco contrattuale. Baldari ha contestato apertamente la posizione delle associazioni datoriali, accusate di subordinare il rinnovo dei contratti a ulteriori coperture economiche, nonostante il comparto abbia già beneficiato di maggiori risorse.

La richiesta alla Regione: “Accreditamenti vincolati ai contratti”

Dal presidio è emersa una richiesta precisa rivolta alla Regione Calabria: subordinare il mantenimento degli accreditamenti all’applicazione e al rinnovo dei contratti di lavoro. Una linea ribadita anche dalla segretaria generale della Cisl Fp Calabria, Luciana Giordano, che ha definito non più tollerabile il protrarsi di una situazione che, a suo avviso, penalizza operatori impegnati ogni giorno nell’assistenza a persone fragili.

Giordano ha chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di assumere un ruolo diretto nella vertenza, intervenendo per sbloccare una trattativa ferma ormai da 14 anni e garantire condizioni economiche e normative più eque ai lavoratori del settore.

Verso lo sciopero del 17 aprile

La mobilitazione, quindi, non si fermerà a Catanzaro. I sindacati annunciano un ulteriore innalzamento della protesta in vista dello sciopero nazionale del 17 aprile, con l’obiettivo di portare all’attenzione del governo e delle Regioni una vertenza che riguarda non solo il lavoro, ma anche la qualità complessiva dell’assistenza sanitaria erogata ai cittadini.

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