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21 Aprile 2026
21 Aprile 2026
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Sanità, tredici ospedali italiani nei migliori 250 al mondo: Gemelli in cima

Così riporta la Classifica internazionale “World’s Best Hospitals 2026”: l’Italia brilla nel ranking globale. Ma solo da Roma in su

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L’Italia torna sotto i riflettori della sanità mondiale con 13 strutture ospedaliere inserite tra le prime 250 al mondo nella classifica “World’s Best Hospitals 2026”, stilata dalla rivista statunitense Newsweek in collaborazione con Statista. La lista, che comprende oltre 2.500 ospedali analizzati in 32 Paesi, premia l’eccellenza clinica, la qualità delle cure e la soddisfazione dei pazienti su scala globale.

Policlinico Gemelli, eccellenza italiana al 33° posto nel mondo

In cima alla graduatoria italiana si piazza il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, che con la sua posizione al 33° posto mondiale si conferma come punto di riferimento per l’assistenza sanitaria nel panorama internazionale. Seguono altre strutture italiane di alta qualità riconosciute nel ranking globale.

La presenza italiana nel ranking globale

Tra gli ospedali italiani presenti nella top 250 ci sono, oltre al Gemelli, realtà note come l’Istituto clinico Humanitas (51°), il San Raffaele di Milano (57°), il Policlinico Sant’Orsola di Bologna (76°), l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (104°) e diverse altre strutture in città come Padova, Pavia, Firenze, Verona e Torino.
Questa presenza significativa nella classifica mondiale conferma la capacità del sistema sanitario italiano di competere ad alti livelli internazionali, offrendo cure di qualità e prestazioni mediche apprezzate da professionisti e pazienti di tutto il mondo.

Un riconoscimento alla qualità delle cure

L’ingresso di così tante istituzioni italiane tra i migliori 250 ospedali è un segnale importante della solidità e del valore del nostro sistema sanitario, nonostante le sfide quotidiane. Il ranking si basa su numerosi indicatori, tra cui l’opinione di esperti medici, i dati di qualità clinica e le esperienze dei pazienti, e comprende strutture pubbliche e private che spiccano per eccellenza nella ricerca, nelle cure specialistiche e nella gestione dei servizi.
In un contesto internazionale competitivo, la presenza italiana nella classifica mondiale rappresenta un motivo di orgoglio nazionale e di fiducia nelle competenze dei professionisti sanitari che operano ogni giorno nei nosocomi del nostro Paese.

Esempi di eccellenza italiana nella classifica 2026

Seguoni il Policlinico Gemelli (Roma) – 33° posto mondiale, l’Istituto clinico Humanitas (Milano) – 51°, l’Ospedale San Raffaele (Milano) – 57°, il Policlinico Sant’Orsola (Bologna) – 76°, l’o Ospedale Papa Giovanni XXIII (Bergamo) – 104°.
Questa consolidata presenza nel ranking mondiale attesta come il sistema sanitario italiano, pur con criticità e differenze regionali, sia capace di offrire eccellenza clinica e assistenza di altissimo profilo a livello globale.
Ed ancora, la 127esima posizione è per l’Azienda Ospedale Università di Padova e la 134esima è occupata dal Policlinico San Matteo di Pavia. Il centro lombardo è seguito al 142esimo posto da un’altra struttura veneta, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona – Ospedale Borgo Trento e al 192esimo dalla toscana Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze. La seconda struttura dell’Emilia Romagna nel ranking mondiale è l’Aou Policlinico di Modena, 198esima. Chiudono l’elenco degli ospedali tricolore al top l’Azienda ospedaliera universitaria Sant’Andrea di Roma (203esima nel mondo) e il presidio ospedaliero Molinette – Aou Città della Salute e della Scienza di Torino (221esimo).

Nessun ospedale del sud italia

Com’era facilmente intuibile, tra i tredici ospedali italiani che si distinguono nel mondo, non spicca nessuno sotto il parallelo di Roma. Un tristissimo primato.

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