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19 Marzo 2026
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Sanità vibonese, scontro sul comitato consultivo: “Regole escludenti e confronto limitato”

Il Comitato San Bruno contesta la nascita del Ccam dell’Asp di Vibo Valentia. Nel mirino criteri di accesso e rappresentanza. Chiesto l’intervento della prefettura

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Il diritto alla partecipazione dei cittadini nella gestione della sanità pubblica vibonese diventa terreno di scontro istituzionale. Al centro della polemica c’è la recente istituzione del Comitato Consultivo Aziendale Misto (CCAM), organismo pensato per favorire il dialogo tra istituzioni sanitarie e realtà associative del territorio.

A sollevare il caso è il Comitato San Bruno, che ha inviato una PEC formale alla Prefettura di Vibo Valentia, mettendo a conoscenza anche i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale e i sindaci. Nel documento vengono espresse forti riserve sulle modalità di costituzione e sul regolamento del nuovo organismo.

Secondo il Comitato, alcune scelte operative rischierebbero di compromettere la funzione stessa del CCAM, che sulla carta dovrebbe rappresentare uno spazio di confronto aperto tra cittadini e istituzioni.

Le criticità segnalate: partecipazione limitata e regole contestate

Nel testo inviato alle istituzioni, il Comitato San Bruno parla esplicitamente di “criticità rilevanti” nell’impianto del CCAM. L’analisi si concentra su diversi aspetti ritenuti problematici.

Tra questi emerge la presunta esclusione di numerose associazioni attive nel territorio dal processo di costituzione dell’organismo. Viene inoltre evidenziata una disparità nella rappresentanza, che – secondo il Comitato – favorirebbe il Forum del Terzo Settore rispetto ad altre realtà associative.

Particolare attenzione è dedicata anche ad alcune clausole del regolamento che limiterebbero la partecipazione di soggetti che hanno intrapreso azioni legali contro l’Asp. Una previsione che il Comitato giudica in contrasto con i principi costituzionali di tutela giurisdizionale, ritenendo che possa incidere sulla libertà di accesso agli strumenti di rappresentanza.

Nel complesso, secondo i firmatari della nota, tali elementi rischierebbero di svuotare il significato del CCAM, trasformando un organismo pensato per il dialogo in una struttura poco inclusiva.

La posizione del Comitato: “Non si può escludere chi difende il diritto alla salute”

A chiarire la posizione dell’associazione è il presidente Rocco La Rizza, che interviene direttamente sulla vicenda. In una dichiarazione contenuta nella comunicazione ufficiale inviata alla Prefettura (Comitato San Bruno, nota PEC, marzo 2026), afferma: “Non possiamo accettare che vengano esclusi proprio i soggetti più attivi e impegnati nella difesa del diritto alla salute. Chiediamo regole eque e un reale confronto, non tavoli costruiti per silenziare il dissenso”.

Parole che sintetizzano il nodo centrale della contestazione: la richiesta di un modello partecipativo realmente aperto, capace di includere anche le voci più critiche.

L’appello alla Prefettura e il ruolo delle istituzioni

Il Comitato ha quindi chiesto un intervento diretto della prefettura, ritenuta un interlocutore istituzionale in grado di garantire trasparenza, equità e corrette condizioni di partecipazione.

La comunicazione si chiude con la conferma dell’impegno dell’associazione nella tutela della sanità pubblica, sottolineando la volontà di proseguire con ulteriori iniziative nel rispetto degli interessi dei cittadini.

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