17 Agosto 2026
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Svolta nella cura dell’Alzheimer: al “Dulbecco” di Catanzaro avviata la nuova terapia con anticorpi monoclonali

L'Unità Operativa di Neurologia del Campus di Germaneto è il primo ed unico centro in Calabria a somministrare il Donanemab, il farmaco innovativo capace di rallentare la malattia

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Presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria “Dulbecco” di Catanzaro, nel Campus di Germaneto, è stata avviata una nuova terapia per la demenza di Alzheimer. Il trattamento si basa sull’uso dell’anticorpo monoclonale Donanemab, somministrato nell’ambito di un programma per uso compassionevole in attesa degli sviluppi regolatori definitivi da parte di AIFA.
La molecola agisce rimuovendo le placche della proteina patologica amiloide presenti nel cervello dei pazienti nelle fasi iniziali della patologia.

Le dichiarazioni degli esperti sulla nuova frontiera terapeutica

“Per decenni le terapie disponibili per la demenza di Alzheimer hanno agito solo sui sintomi, senza modificare il decorso della malattia”, spiega la Prof.ssa Gennarina Arabia, Professore Associato di Neurologia e Responsabile del Centro per i Disturbi Cognitivi e per le Demenze della UOC di Neurologia. “Oggi l’arrivo di questi nuovi farmaci inaugura una nuova era: quella dei trattamenti in grado di intervenire sui meccanismi biologici alla base della patologia”.
L’avvio delle somministrazioni rappresenta un passaggio cruciale per la sanità regionale, come sottolinea la direzione della struttura complessa.
“L’arrivo delle prime terapie biologiche in grado di rallentare la progressione della demenza di Alzheimer nelle sue fasi iniziali segna una svolta storica nella neurologia”, ribadisce il Prof. Antonio Gambardella, Direttore della UOC di Neurologia di Germaneto. “Al fine di assicurare criteri di sicurezza, appropriatezza e continuità di cura per queste terapie, ci siamo impegnati per garantire un modello organizzativo rigoroso che integra valutazioni cliniche, test cognitivi e genetici, biomarcatori su liquido cerebrospinale, risonanza magnetica e PET cerebrale. Il tutto con un approccio multidisciplinare che coinvolge neurologi, neuroradiologi, specialisti in medicina nucleare, genetisti, neuropsicologi, farmacisti e infermieri e che richiede un costante monitoraggio specialistico”.

Un’eccellenza calabrese nel panorama sanitario nazionale

A seguito del parere positivo espressosi dall’European Medicines Agency e dell’approvazione della Commissione Europea, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” si posiziona tra le pochissime strutture in Italia in grado di offrire l’accesso a questi protocolli avanzati. In attesa delle autorizzazioni definitive dell’AIFA — che estenderanno l’accesso a tutti i nuovi pazienti idonei oltre i confini dell’uso compassionevole — la struttura catanzarese garantisce già ai cittadini calabresi uno standard assistenziale d’avanguardia.

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