“È stata dura ma sono di nuovo qui”. Con queste parole Antonio Rao ha commentato la sua ultima impresa, portata a termine alla Maratona di Roma. A 93 anni, l’atleta ha completato la gara in 7h09:20, confermando una presenza che ormai è diventata simbolica oltre che sportiva.
Calabrese di nascita e romano d’adozione, Rao continua a presentarsi puntuale all’appuntamento con i 42 chilometri, trasformando ogni partecipazione in una sfida contro il tempo e contro i limiti anagrafici.
Una storia recente fatta di record e continuità
L’attenzione mediatica su Rao si era accesa nel 2023, quando aveva concluso la maratona in 6h14’44”, firmando un primato nella categoria M90. Un risultato che lo aveva proiettato tra i protagonisti più inattesi della corsa capitolina. Negli anni successivi, la sua presenza non è mai venuta meno. Nel 2024 aveva chiuso in 6h54’23”, mentre nel 2025 aveva migliorato il tempo portandolo a 6h44:16. Il dato del 2026, pur leggermente superiore, si inserisce in un percorso di continuità che resta raro nel panorama internazionale.
Le parole dopo la gara
Al termine della prova, Rao ha rilasciato una dichiarazione riportata dagli organizzatori della Maratona di Roma 2026:
“È stata dura ma sono di nuovo qui, al traguardo di questa straordinaria gara. Devo ringraziare il gruppo dei pacer che mi ha incitato e accompagnato passo dopo passo, sono felicissimo”.
Il ruolo dei pacer e il valore della partecipazione
Determinante, nel racconto dello stesso Rao, è stato il supporto dei pacer, che lo hanno accompagnato lungo il percorso. Un sostegno che va oltre l’aspetto tecnico e diventa elemento umano, soprattutto in una gara di lunga durata affrontata a un’età così avanzata. La sua presenza, anno dopo anno, contribuisce a ridefinire i confini della partecipazione sportiva nelle categorie più longeve, pur senza modificare i parametri competitivi ufficiali.









