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4 Marzo 2026
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Fusione dei Comuni nel Vibonese: lo studio di fattibilità del Progetto Valentia

L’Associazione ha inviato a dieci Comuni del comprensorio uno studio che analizza vantaggi economici e organizzativi di una possibile fusione amministrativa: risparmi fino a 5,5 milioni l’anno

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L’Associazione Progetto Valentia, realtà civica senza scopo di lucro impegnata nella promozione della fusione dei comuni, ha trasmesso a dieci Sindaci del comprensorio vibonese uno studio di fattibilità sulla possibile fusione amministrativa tra il capoluogo e i Comuni della cintura urbana.

Il documento è stato inviato ai Comuni di Stefanaconi, San Gregorio d’Ippona, Sant’Onofrio, Jonadi, Cessaniti, Maierato, Briatico, Filandari, Pizzo e, naturalmente, al Comune di Vibo Valentia, per un bacino complessivo di circa 61.500 abitanti.

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Due scenari a confronto

Lo studio analizza in modo comparato due scenari: il mantenimento dell’attuale assetto con dieci Comuni autonomi e la costituzione di un Comune unico di dimensione medio-urbana, in linea con esperienze già realizzate a livello nazionale.

Per i Comuni che si fondono, la normativa vigente prevede contributi straordinari con un tetto massimo di 2 milioni di euro annui per un periodo fino a 15 anni. Nel caso del territorio vibonese, lo studio stima prudenzialmente tra 1,5 e 2 milioni di euro annui di risorse aggiuntive.

Costi e risparmi: uno spazio finanziario aggiuntivo

Sulla base delle medie nazionali rilevate dal Ministero dell’Interno, la fusione dei Comuni potrebbe portare a una riduzione della spesa corrente tra il 7,5% e l’11%, con un risparmio stimato tra 3,7 e 5,5 milioni di euro l’anno a parità di servizi.

Sommando contributi e risparmi di gestione, il nuovo ente disporrebbe di uno spazio finanziario aggiuntivo annuo tra 5 e 7 milioni di euro, da destinare a infrastrutture, servizi sociali, scuole, mobilità, rigenerazione urbana e valorizzazione turistica.

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Vantaggi per la gestione e professionalizzazione

Un Comune di queste dimensioni permetterebbe una maggiore professionalizzazione della struttura amministrativa, con uffici unici per progettazione, fondi europei, pianificazione territoriale e gestione integrata dei servizi, oggi difficilmente sostenibili dai Comuni più piccoli.

Lo studio non propone scelte precostituite, ma offre una base tecnica e numerica per avviare un confronto consapevole sul futuro assetto amministrativo del territorio vibonese, caratterizzato da forte frammentazione comunale e crescenti difficoltà finanziarie.

Dialogo istituzionale e confronto con i Sindaci

La trasmissione del documento ai dieci Comuni rappresenta un primo passo per favorire un dibattito pubblico e istituzionale informato, lasciando alle amministrazioni locali e alle comunità ogni valutazione e decisione di merito.

“Riteniamo – spiega il presidente dell’Associazione Valentia, Nicola Cortese – che una scelta di tale portata possa essere affrontata solo attraverso un confronto istituzionale diretto, trasparente e informato, che tenga conto delle specificità di ciascun Comune, delle legittime esigenze di rappresentanza e identità locale e delle prospettive di sviluppo complessivo del territorio”.

Per questo motivo, l’Associazione ha chiesto ai dieci sindaci la disponibilità a concedere un incontro istituzionale con una delegazione del Progetto Valentia, per illustrare i contenuti dello studio di fattibilità e ascoltare i loro punti di vista e valutazioni.

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