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30 Marzo 2026
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L’olio dei “giusti” consacra i sacramenti: la Polizia di Stato rinnova il rito della memoria

Dagli ulivi piantati sul luogo della strage di Capaci nasce un simbolo di rinascita che unisce istituzioni e Chiesa. Il prezioso estratto, donato alla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, sarà utilizzato durante i riti della Settimana Santa come segno tangibile di legalità e speranza.

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La Polizia di Stato ha rinnovato un’iniziativa di profondo valore civile e spirituale, consegnando alle autorità religiose locali l’olio prodotto nel “Giardino della Memoria”. Si tratta di un luogo dal valore simbolico inestimabile, sorto nei pressi della stele lungo l’autostrada A29 dove, nel maggio del 1992, persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Quell’olio è il frutto di alberi coltivati su una terra bagnata dal sangue dei «giusti e degli onesti», trasformando un sito di tragedia in un giardino di vita. L’iniziativa, partita dalla Questura di Palermo, ha coinvolto tutte le diocesi italiane, portando un messaggio di giustizia fin dentro il cuore delle celebrazioni liturgiche più importanti dell’anno.

La donazione alla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea

Nel territorio calabrese, il personale della Questura di Vibo Valentia ha dato seguito a questo passaggio di testimone durante la celebrazione della Domenica delle Palme. In un momento di grande partecipazione comunitaria, è stata consegnata a Sua Eccellenza Monsignor Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, una bottiglia contenente l’olio prodotto dall’Associazione “Quarto Savona 15”. Questo nome non è casuale: riprende infatti la sigla radio utilizzata dall’equipaggio della Polizia di Stato che scortava il giudice Falcone, composto da Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. La consegna rappresenta un ponte ideale tra il sacrificio dei servitori dello Stato e la missione pastorale della Chiesa locale.

Dal sacrificio al Sacro Crisma: il valore dei sacramenti

L’olio donato assumerà una veste sacra durante la Messa Crismale del Giovedì Santo, presieduta dal Vescovo. In quella sede verrà consacrato e, divenuto Sacro Crisma, sarà utilizzato nel corso di tutto l’anno per l’amministrazione dei sacramenti, dal battesimo alla cresima fino all’ordinazione sacerdotale. In questo modo, l’eredità morale di chi ha lottato contro la mafia entrerà simbolicamente nella vita dei fedeli, legando indissolubilmente il concetto di santità a quello di legalità. L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: far sì che il ricordo delle vittime non resti confinato alle ricorrenze civili, ma diventi linfa vitale per la crescita delle nuove generazioni e della comunità intera.

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