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4 Giugno 2026
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Usura e minacce a commercianti e imprenditori di Catanzaro, resta in carcere Carlo Procopi

Respinto il ricorso della difesa. Confermata l'ordinanza per l'indagato sotto inchiesta per usura, estorsione, autoriciclaggio ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria

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Resta in cella l’imprenditore Carlo Francesco Procopi, di Catanzaro, destinatario di una misura cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta della Procura, nome in codice Dio Denaro per usura, estorsione, autoriciclaggio ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Lo ha deciso il Tribunale del riesame che ha respinto il ricorso degli avvocati difensori Antonio Lomonaco ed Antonio Ludovico. I giudici hanno annullato solo il capo di imputazione relativo al finanziamento illecito, ma resta confermata la misura cautelare disposta dal gip Chiara Esposito.

Durante l’interrogatorio di garanzia, durato per circa due ore, l’indagato aveva risposto a tutte le domande formulate dal giudice per le indagini preliminari, si era difeso, spiegando la liceità del suo operato, rientrante in complessi rapporti finanziari, ammettendo di aver concesso prestiti, ma senza pretendere interessi usurai. Dichiarazioni che non ave modificato, per il giudice, la sussistenza le esigenze cautelari. Gli avvocati attenderanno le motivazioni del Riesame per ricorrere in appello (LEGGI). 

Nel mirino vittime in difficoltà economica

Le indagini della Procura di Catanzaro, con l’aiuto del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, hanno consentito di accertare l’esistenza di una presunta attività di concessione prestiti, a tassi usurai, esercitata stabilmente nella città di Catanzaro a partire dai primi anni 2000. Secondo le ipotesi accusatorie Procopi, in concorso, avrebbe approfittato, a vario titoli di imprenditori, esercenti piccole attività commerciali, di un noto calciatore, in difficoltà economica, sull’orlo del baratro, con esposizioni debitorie importanti, prestando danaro e pretendendone la restituzione a interessi anche del 600% su base annua, ricorrendo alle minacce e facendo leva su presunti legami con ambienti criminali.(g.p.)

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