L’istanza cautelare è stata respinta: il provvedimento del Comune di Catanzaro, con cui è stato negato il rinnovo della concessione demaniale marittima per i due pontili galleggianti della Carmar S.r.l., rimane in vigore. Lo ha stabilito il Tar Calabria con un’ordinanza collegiale, che ha annullato la sospensione provvisoria concessa settimane fa con decreto presidenziale. All’epoca era stato temporaneamente bloccato l’obbligo di riconsegna dello specchio acqueo. Ora tutto è stato ribaltato.
Abusi e difformità: la motivazione dei giudici
Secondo quanto scritto nell’ordinanza, il diniego al rinnovo e al rilascio della concessione provvisoria risulta pienamente motivato. Al centro della decisione ci sono gli “abusi e difformità” rilevati nell’area concessa dalla Guardia Costiera di Soverato. I giudici evidenziano che tali irregolarità, denunciate in particolare dall’Ufficio Circondariale Marittimo, non appaiono superate dalle deduzioni presentate dalla Carmar né dal rapporto di ispezione subacquea prodotto dalla società SubSeaRov.
Nel mirino della magistratura amministrativa anche il posizionamento difforme dei corpi morti e delle catenarie, che risulterebbe non conforme al progetto approvato in sede di conferenza di servizi e al collaudo finale.
Prevale l’interesse pubblico alla gestione del porto
Nel valutare la richiesta di sospensiva, il Tar ha stabilito che in questa fase va tutelato l’interesse pubblico: “È opportuno far prevalere – si legge – l’interesse pubblico a una migliore gestione dell’area demaniale, che il Comune intende perseguire anche con altre procedure”. In pratica, secondo il collegio giudicante, l’amministrazione comunale ha operato nel rispetto delle proprie prerogative, mirando a una riorganizzazione della gestione portuale nel rispetto della legalità.
Le questioni rimangono aperte: si decide tutto dopo l’estate
Pur respingendo la sospensiva, i giudici hanno riconosciuto che le questioni sollevate dalla Carmar meritano un’istruttoria approfondita. Si legge infatti che “le questioni poste con il ricorso necessitano di un approfondimento incompatibile con la sommarietà della fase cautelare, in ragione della complessità dei profili in fatto e della necessità dei relativi accertamenti”. Tradotto: nessuna decisione nel merito prima dell’estate. Intanto, però, il diniego del Comune resta valido, e la gestione dei pontili rimane formalmente senza concessione attiva.






