Il primo atto della semifinale playoff si chiude nel peggiore dei modi per il Catanzaro, sconfitto in casa da uno Spezia solido e cinico. Le assenze pesano, i leader tradiscono e il ritorno si preannuncia un’impresa. Ma Caserta invita a non mollare. Non è ancora finita benché la strada adesso sia completamente in salita. Bisogna crederci.
Primo tempo bloccato, ma lo Spezia controlla
La partita del “Ceravolo” parte con ritmi controllati. Il Catanzaro, privo della miglior condizione di Petriccione (febbricitante) e di un opaco Iemmello, appare subito sottotono. E anche se nel primo tempo le Aquile reggono senza subire troppo, è evidente la difficoltà nel costruire azioni pericolose.
Lo Spezia, dal canto suo, si presenta con un 3-5-2 speculare, pressa alto fin dai primi minuti e riesce a neutralizzare sul nascere ogni tentativo offensivo giallorosso. Un primo tempo tutto sommato equilibrato, ma a favore dei liguri in termini di controllo territoriale.
L’uno-due micidiale nella ripresa
Il secondo tempo è una doccia fredda. Dopo appena 4 minuti, è Di Serio a sbloccare il match, approfittando di una difesa impreparata e infilando Fulignati. Il Catanzaro si sbilancia, tenta una reazione, ma al 16’ arriva la punizione capolavoro di Esposito, che di fatto chiude la partita.
Un gol, quello del raddoppio, che «non appartiene alla Serie B» per qualità, come ha ammesso lo stesso Caserta a fine partita. Ma è il primo gol a fare più male: arriva mentre il Catanzaro provava ad alzare il baricentro, forse nel suo momento migliore.
Cambi inefficaci e assenze pesanti
Nel tentativo di riaprire la gara, Caserta inserisce Pittarello e Pompetti, ma stavolta i cambi non lasciano traccia. Le idee scarseggiano, i ritmi si abbassano, e le speranze si affievoliscono. A pesare più di tutto, però, è stato il contributo limitato dei senatori: Iemmello e Petriccione sono apparsi fuori condizione, e questo ha inciso sulla prestazione collettiva.
Uno Spezia compatto, Catanzaro prevedibile
L’analisi tattica mostra una netta differenza in termini di organizzazione: lo Spezia è stato composto, aggressivo, ha saputo occupare gli spazi e non ha concesso praticamente nulla. Il Catanzaro invece si è mostrato prevedibile, con poche variazioni sul tema e un gioco spesso orizzontale, senza verticalizzazioni o cambi di ritmo. Il pressing ligure ha costretto i centrali difensivi e Verna a giocare in difficoltà, impedendo di rifornire Biasci e Stoppa, mai realmente in partita.
Ora serve un miracolo al ritorno, ma Caserta ci crede
Il ritorno di domenica in terra ligure appare come un’impresa quasi disperata. Servirà un miracolo sportivo per ribaltare il 2-0 dell’andata. Eppure Caserta, nel post-gara, ha usato parole di speranza: «Dobbiamo provarci fino alla fine, con entusiasmo e spirito di squadra».
Il tecnico ha sottolineato che il percorso stagionale è stato straordinario, e proprio per questo il Catanzaro può affrontare la sfida di ritorno senza pressioni: ha già dato tanto, ora può solo provare a sorprendere.
Un passo falso che non cancella il valore del gruppo
La sconfitta contro lo Spezia è pesante, ma non definitiva. È mancato lo smalto, è mancata la brillantezza dei singoli, ma resta la sensazione che il Catanzaro non abbia detto ancora l’ultima parola. Lo 0-2 è un risultato duro, ma finché c’è una partita da giocare, c’è una possibilità da inseguire.














