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21 Maggio 2026
21 Maggio 2026
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Maxi Parco Eolico all’assalto delle Serre calabresi: taglio di 646 alberi per 11 pale da 155 metri

Un progetto privato minaccia il cuore verde tra Vibo e Catanzaro. Sei Comuni coinvolti, ma i cittadini insorgono: “Questa non è energia verde ma devastazione del paesaggio e colonizzazione industriale”

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Un progetto da 66 megawatt minaccia il cuore verde della Calabria: la società “Parco Eolico dell’Angitola s.r.l.” con sede a San Sostene ha presentato un piano per installare 11 aerogeneratori da 155 metri di altezza in sei comuni delle province di Vibo Valentia e Catanzaro. Il piano prevede anche la realizzazione di strade di accesso e piazzole di montaggio, sottostazioni elettriche e linee per il collegamento alla rete nazionale, con un impatto ambientale significativo: il taglio di 646 piante, tra cui pini, castagni, faggi e roverelle. I comuni coinvolti sono Capistrano, San Nicola da Crissa e Vallelonga in provincia di Vibo Valentia, e Chiaravalle Centrale, Torre di Ruggiero e San Vito sullo Ionio in provincia di Catanzaro.

Un impatto devastante sul paesaggio e sull’ambiente

Come si evince dalle osservazioni presentate entro la data del 23 maggio, Il progetto interessa un’area montagnosa e collinare, caratterizzata da terreni trattati a seminativo, pascolo, incolto e bosco ceduo, alcuni dei quali sottoposti a vincolo paesaggistico. Il piano prevede il taglio di 646 piante, di cui 171 all’interno dell’area di manovra degli aerogeneratori e 475 lungo la viabilità di accesso. Le specie maggiormente coinvolte sono il pino, il castagno, il faggio, l’ontano, il leccio e la roverella. Le aree più colpite saranno quelle di Capistrano e San Nicola da Crissa, con un abbattimento rispettivamente del 20% e del 30% delle piante.

La posizione dei comuni coinvolti

I Comuni di Chiaravalle Centrale, San Vito sullo Jonio, Torre di Ruggiero e Capistrano, in data 08/04/2025 hanno espresso la loro opposizione nei confronti del progetto. Nessuna osservazione è invece pervenuta dai Comuni di San Nicola da Crissa e Vallelonga. Il sindaco di Chiaravalle, Domenico Donato, ha sottolineato che il suo non è un rifiuto a priori delle energie rinnovabili, come dimostra l’impegno del comune nel progetto Nzeb (Nearly Zero Energy Building), ma ritiene che sia possibile produrre energia pulita senza “devastare il paesaggio, i boschi e le meraviglie del territorio”.

L’opposizione della società civile e delle associazioni

Numerose associazioni e gruppi locali si sono opposti al progetto, tra cui Italia Nostra, il Club Alpino Italiano Aspromonte, il Coordinamento Controvento Calabria, Commissione Regionale Tam (Tutela Ambiente Montano) Calabria, Cai Calabria, Movimento Terra e Libertà Calabria, Associazione culturale I Sognatori. Queste organizzazioni denunciano un “offensiva da parte degli speculatori dell’energia rinnovabile” che rischia di “devastare irrimediabilmente un territorio già mortificato da pale eoliche sui crinali montani e collinari”. L’installazione di nuovi impianti eolici potrebbe compromettere ulteriormente la biodiversità, il paesaggio e le attività economiche locali, come l’agricoltura biologica e il turismo sostenibile.

Un patrimonio da difendere: agricoltura, turismo, bellezza

Sempre più cittadini si mobilitano per dire “No alla devastazione del paesaggio”. Le Serre calabresi, cuore verde tra Catanzaro e Vibo, ospitano progetti di turismo sostenibile, agricoltura biologica, borghi rigenerati e sentieri escursionistici.

“Questa terra è il nostro vero tesoro. Non possiamo sacrificarla sull’altare di una finta transizione ecologica”, affermano i comitati.
“L’energia pulita si può fare anche rispettando i territori”, è il messaggio condiviso da un numero crescente di realtà locali.

Uno scontro aperto tra due modelli di sviluppo

Il progetto del Parco Eolico dell’Angitola sta catalizzando uno scontro sempre più acceso tra due visioni del futuro: quella della Calabria svenduta a interessi esterni e quella di una regione che valorizza il proprio ambiente come risorsa strategica. La partita si gioca anche sulla capacità delle comunità di autodeterminare il proprio destino.

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