× Sponsor
26 Aprile 2026
26 Aprile 2026
spot_img

‘Ndrangheta padrona in casa, nel report della Dia la mappa criminale della Calabria tra affari, appalti e intimidazioni

La criminalità organizzata soffoca l’economia legale calabrese: infiltrazioni in ogni settore, 69 interdittive prefettizie nel 2024, tre Comuni sciolti per mafia e un’escalation di minacce contro politici, giornalisti e imprese

spot_img

Nel 2024 la Calabria ha registrato una crescita economica moderata, in linea con la media nazionale, ma afflitta da debolezze strutturali, in particolare nei comparti dell’industria e dei servizi. A trainare l’attività produttiva sono state solo le opere pubbliche, grazie agli investimenti del Pnrr. Nonostante un lieve miglioramento dei livelli occupazionali, la disoccupazione resta ben al di sopra della media nazionale, aggravata da fenomeni endemici come l’emigrazione giovanile e la scarsa tenuta del tessuto produttivo locale.

Le mafie nei settori strategici

La ‘ndrangheta approfitta di questo contesto per penetrare nell’economia legale, puntando ai grandi appalti pubblici, alla Gdo, all’edilizia e all’agricoltura. Le cosche reggineDe Stefano, Labate, Ficara – controllano il settore edilizio attraverso imprese fittizie, veicolo per riciclare liquidità illecita. Nel settore ortofrutticolo, dei giochi e delle scommesse online si muovono invece i Piromalli, i Pesce e i Bellocco. Le cosche Serraino, Iamonte, Floccari e Cataldo dominano le pulizie, mentre i Ficara – Latella hanno subito un duro colpo giudiziario che ha smantellato la loro rete nella grande distribuzione e nel settore agrumario.

Appalti pubblici, carburanti e trasporti sotto assedio

La cosca Labate è attiva nel packaging industriale e nel commercio di carburanti, come le altre grandi famiglie dei tre mandamenti reggini. I Piromalli si infilano nel recupero del ferro, i Pesce negli autotrasporti – un ambito contaminato anche dai clan attivi a Cassano allo Ionio.

Il caso Vibo: turismo, scuola e rifiuti nel mirino

A Vibo Valentia, i clan Mancuso, La Rosa e Accorinti condizionano il turismo e gli appalti pubblici nei settori scolastico, edilizio, sanitario, nella manutenzione idrica ed elettrica e nella raccolta rifiuti. Le ‘ndrine del circondario di Cirò si contendono invece la gestione degli impianti di depurazione e dello smaltimento rifiuti.

69 interdittive: i settori più infiltrati

Nel 2024 sono stati emanati 69 provvedimenti interdittivi dai Prefetti calabresi. Le imprese colpite operano nei settori:

  • Agroalimentare
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio di carne e dolciumi
  • Edilizia e immobiliare
  • Turismo e ristorazione
  • Trasporto merci
  • Allevamento bovino
  • Panificazione
  • Servizi di custodia e deposito

La ‘ndrangheta condiziona la cosa pubblica

Nel 2024 sono stati sciolti per mafia i Consigli comunali di:

  • Tropea (VV) – DPR 24 aprile 2024
  • Cerva (CZ) – DPR 9 maggio 2024
  • Stefanaconi (VV) – DPR 29 luglio 2024

Inoltre, è stata commissariata l’ASP di Vibo Valentia per infiltrazioni mafiose.

Gravissimo anche il caso Tegano a Reggio Calabria, dove la cosca gestiva le case popolari con la complicità di dipendenti infedeli del Comune e dell’Aterp.

Minacce e intimidazioni: l’ombra della paura

Numerosi gli atti intimidatori registrati nel 2024:

  • Auto e furgoni dati alle fiamme a politici, giornalisti, imprenditori, polizia locale
  • Lettere con proiettili a dirigenti pubblici
  • Aggressioni a troupe televisive
  • Colpi di pistola contro cantieri e sedi comunali
  • Atti incendiari a scuolabus, parchi giochi e stabilimenti balneari
  • Messaggi minatori contro testimoni di giustizia

Un’escalation che testimonia la persistente strategia mafiosa della minaccia e della violenza, soprattutto nelle province più esposte come Reggio Calabria, Vibo Valentia, Crotone e Catanzaro.

Il comando resta a Reggio, ma i tentacoli sono globali

La ‘ndrangheta si conferma una potenza criminale globale con ramificazioni internazionali, ma cuore decisionale a Reggio Calabria. Ogni affare, anche all’estero, passa da lì: la regia è calabrese, il via libera agli affari viene concesso solo dalle famiglie storiche.

La sua tenuta culturale e territoriale – fatta di riti, simboli, omertà, controllo del territorio – rende il fenomeno impermeabile a contaminazioni esterne, a differenza di altre mafie.

Un fenomeno adattivo, imprenditoriale e radicato

Il modus operandi varia da zona a zona: dove l’economia è più fragile, si punta su narcotraffico e estorsioni; dove ci sono appalti e opportunità legali, la ‘ndrangheta si mimetizza da impresa, forte di contatti istituzionali, corruzione sistemica e capitalizzazione dell’illegalità. In Calabria, a oggi, non esistono gruppi criminali concorrenti che riescano a intaccare l’egemonia storica della ‘ndrangheta.

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img