Mentre l’accerchiamento di Gaza City continua, si intensificano gli attacchi israeliani. Dalle prime luci dell’alba, sono state uccise almeno 18 persone, tra cui 13 civili che attendevano aiuti umanitari, come riportato da Al Jazeera.
Parallelamente, il ministro israeliano della Cultura e dello Sport, Miki Zohar, ha dichiarato a Channel 12 che un accordo di cessate il fuoco temporaneo per il rilascio degli ostaggi “non è all’ordine del giorno”. Secondo Zohar, Israele mira a un “accordo completo” per porre fine alla guerra, con il rientro di tutti gli ostaggi e la smilitarizzazione della Striscia. Le sue parole, rilasciate alla vigilia di una riunione di gabinetto, sembrano confermare una linea dura, escludendo l’ipotesi di una soluzione parziale, nonostante Hamas avesse precedentemente accettato le linee guida per un accordo di 60 giorni che avrebbe previsto il rilascio di 10 prigionieri israeliani ancora vivi.
Ucciso Abu Obeida, portavoce delle Brigate Qassam
Nelle ultime ore, una fonte palestinese ha confermato ad Al Arabiya e Al Hadath la morte di Abu Obeida, il noto portavoce delle Brigate Qassam, l’ala militare di Hamas. Secondo la fonte, Israele ha colpito la casa in cui si trovava Abu Obeida, provocando la morte di tutte le persone presenti. Un portavoce israeliano aveva annunciato ieri di aver preso di mira un importante leader di Hamas.
La famiglia di Abu Obeida e i leader delle Brigate Qassam avrebbero confermato la sua morte dopo aver esaminato il corpo. Questo evento segna un ulteriore punto di escalation nel conflitto, che continua a mietere vittime civili e a inasprire le tensioni tra le parti.




