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11 Maggio 2026
11 Maggio 2026
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Dalla rete al carcere: stalker di Reggio Calabria arrestato per deep fake e revenge porn

Dietro le sbarre è finito un 39enne. Le indagini, hanno svelato che sottraeva foto comuni di donne dai social per manipolarle trasformandole in immagini di nudo, che poi utilizzava per estorcere ulteriore materiale intimo e perseguitare le vittime

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L’attività investigativa è stata avviata in seguito alle denunce sporte da diverse giovani donne, tra loro sconosciute, tutte vittime delle medesime condotte persecutorie. Le complesse indagini informatiche, condotte dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato per la Calabria e dirette dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno permesso di risalire all’identità di un uomo di 39 anni residente nel centro cittadino.

Inizialmente, nei confronti dell’indagato è stato emesso un decreto di perquisizione. Durante lo svolgimento dell’atto di indagine, sono emersi elementi talmente gravi da portare il Pubblico Ministero a richiedere d’urgenza un provvedimento restrittivo, prontamente emesso dal giudice per le indagini preliminari. All’esito di tale sviluppo, è stata eseguita la misura della custodia cautelare in carcere.

Le accuse: dallo stalking al revenge porn

Fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a una sentenza definitiva, l’uomo è accusato di una pluralità di reati gravi, tra cui stalkingrevenge pornmolestieaccesso abusivo a sistema informaticotrattamento illecito dei dati personaliviolenza privata.

Le vittime erano accomunate dal fatto di subire il fenomeno del cosiddetto “deep fake“. L’indagato sottraeva normalissime foto pubblicate dalle donne sui loro profili social personali, le manipolava e le trasformava in immagini di nudo per poi diffonderle.

Questo materiale manipolato veniva utilizzato per ottenere dalle vittime il soddisfacimento di determinate richieste, spesso relative a ulteriore materiale intimo, e veniva diffuso a terzi qualora le giovani non ottemperassero. La diffusione illecita di immagini o video destinati a rimanere privati ha integrato il reato di revenge porn.

Le molestie e la persecuzione telematica

All’arrestato è contestato anche di aver intrattenuto con le vittime numerosi contatti via chat. Attraverso questi canali, egli avanzava continue richieste di altro materiale intimo, proferiva minacce e, in alcuni casi, metteva in atto un vero e proprio stalking telematico. Tali condotte hanno creato nelle persone offese un perdurante stato di ansia e le hanno costrette a modificare le proprie abitudini di vita.

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