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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Fecondazione assistita, prima gravidanza al mondo grazie a un robot e all’intelligenza artificiale

Negli Stati Uniti una coppia infertile da 19 anni ottiene il concepimento con la nuova tecnica “Star” sviluppata alla Columbia University

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Per la prima volta una gravidanza è stata ottenuta grazie all’aiuto congiunto di un sistema di intelligenza artificiale e di un robot. Il risultato, ancora sperimentale, è stato descritto sulla rivista scientifica The Lancet e rappresenta una svolta nella medicina riproduttiva. Si tratta di un singolo caso clinico, ma il successo dimostra la fattibilità della tecnica in situazioni di infertilità maschile grave, in particolare nei casi di azoospermia, quando il numero di spermatozoi è estremamente basso.

Lo studio e i protagonisti della ricerca

La sperimentazione è stata condotta negli Stati Uniti, presso il Columbia University Fertility Center, diretto da Zev Williams, autore senior dello studio, con il coordinamento di Hemant Suryawanshi. La tecnica è stata applicata su una coppia che cercava di avere un figlio da 19 anni. La donna, 37 anni, aveva affrontato 11 cicli di stimolazione ovarica senza risultati; l’uomo, 39 anni, soffriva di azoospermia severa.

La tecnologia “Star”: come funziona

Per superare l’ostacolo dell’infertilità maschile è stato sviluppato un metodo innovativo chiamato Star, acronimo di Sperm Tracking and Recovery. La procedura unisce diverse tecnologie avanzate per analizzare, identificare e recuperare gli spermatozoi vitali anche nei casi più complessi.

Il sistema utilizza una tecnologia di analisi per immagini ad alta potenza, capace di acquisire oltre 8 milioni di immagini in meno di un’ora. Su queste immagini interviene l’intelligenza artificiale, addestrata a riconoscere gli spermatozoi vivi e funzionali. Una volta individuati, gli spermatozoi vengono indirizzati in un microchip, all’interno di canali sottili più di un capello. A questo punto entra in azione un robot di precisione, che li estrae in pochi millisecondi.

Dalla selezione all’embrione

Gli spermatozoi selezionati possono essere immediatamente utilizzati per la fecondazione in vitro o conservati a bassissime temperature per impieghi successivi. Nel caso documentato, la tecnica ha permesso di ottenere un embrione vitale e avviare una gravidanza, segnando un passo decisivo nella ricerca di nuove soluzioni per le coppie affette da infertilità maschile estrema.

Una prospettiva per il futuro

Gli autori sottolineano che si tratta ancora di un caso isolato, ma il successo apre la strada a un possibile nuovo approccio nella medicina della fertilità. L’unione tra AI e robotica potrebbe in futuro automatizzare e perfezionare le procedure di fecondazione assistita, riducendo i tempi di analisi e aumentando le possibilità di successo per migliaia di coppie nel mondo.

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