25 Giugno 2026
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Vertenza Enel a Corigliano-Rossano, Stasi accusa: “Ritardi, silenzi e soldi persi. Il Comune è pronto a ripartire”

Il sindaco interviene dopo la sospensione di un lavoratore storico della Centrale e rilancia l’allarme sulla gestione del sito: “Persi progetti e fondi PNRR, ora serve un confronto vero sul futuro”

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La vertenza Enel a Corigliano-Rossano torna al centro del dibattito politico e sindacale dopo la protesta di questa mattina. A innescare la tensione è stata la sospensione dal lavoro di Giovanni Virardi, storico vigilante della Centrale, episodio che per il sindaco Flavio Stasi rappresenta “la punta dell’iceberg di una situazione ormai insostenibile”, come dichiarato in una nota ufficiale.

“Progetto sull’idrogeno abbandonato, persi 15 milioni del PNRR”

Il primo cittadino ha ricordato che, insieme a Regione e organizzazioni sindacali, l’Amministrazione comunale aveva condiviso un piano di rilancio con l’idrogeno, finanziato con 15 milioni di euro del PNRR.

Enel ha rinunciato al progetto – ha sottolineato Stasi – facendoci perdere anche i fondi già previsti. Intanto, la demolizione delle ciminiere procede con un anno di ritardo, dovuto alla prevedibile presenza di amianto“.

“Silenzio sulle proposte del Comune per la rigenerazione del sito”

Il sindaco ha poi denunciato la mancata risposta di Enel alle proposte del Comune: “Abbiamo chiesto – spiega Stasi – di poter rigenerare la sala macchine, integrandola in un progetto di polo fieristico o di valorizzazione produttiva, ma da oltre un anno non riceviamo alcun riscontro“.

Il primo cittadino critica duramente anche la nuova gestione aziendale: “Sembra più un commissariamento per liquidazione che un vero management. Si spera forse di ripianare i 55 miliardi di euro di debiti tagliando il contratto a qualche lavoratore della vigilanza o delle pulizie, rinunciando però a ogni investimento produttivo. Eppure – aggiunge – su questo sito la nostra comunità ha buttato sangue, occhi, polmoni e cuore per decenni“.

“Il Governo si occupi delle aziende di Stato”

Stasi ha infine lanciato un duro attacco al Governo: “I ministri che mesi fa mandavano letterine per scaricare sul Comune la sparizione dei fondi ZES dovrebbero cominciare a occuparsi delle aziende di Stato e del loro impatto sociale sul territorio”.

E conclude: “Che la protesta di oggi sia la scintilla per far scendere dal piedistallo qualche burocrate, tornare a parlare del futuro del sito e recuperare anni e risorse buttate. Il Comune, il Sindaco e la Città sono, ancora una volta, pronti a fare la loro parte“.

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