di Antonio Scuticchio* – C’era una volta, almeno 30 anni fa, un sottosegretario di Stato scaltro e lungimirante, calabrese della ionica catanzarese, di sinistra e con i baffetti. Come sottosegretario di Stato, appunto, si fece assegnare la partita della Trasversale delle Serre.
La strategia: parlare ai vibonesi, costruire sulla Ionica
Ai vibonesi concedeva sempre udienza, e la lasciava parlare, parlare e parlare – e litigare – su quale fosse il miglior tracciato della Trasversale da Serra San Bruno a Vibo Valentia. Intanto, da Serra San Bruno a Soverato – dove decideva solo lui – faceva avanzare l’opera. Oggi, infatti, la Trasversale verso lo Ionio è completata, quella verso il Tirreno – a occhio e croce – è ancora a metà. Anzi, peggio: rispetto a tre anni fa è chiuso per lavori il tratto che bypassava Vazzano.
La trasformazione dei comuni serresi
Risultato: i Serresi – e anche i piccoli comuni con loro confinanti – si sentono da anni catanzaresi. Hanno le case a mare a Soverato o a Montepaone Lido; per le visite e le cure mediche si rivolgono ai laboratori privati di Satriano; i giovani vanno a divertirsi a Chiaravalle. Tifano persino per il Catanzaro.
Il capolavoro politico
Insomma, l’on. con i baffetti è stato scaltro e lungimirante (al contrario dei politici vibonesi): ha favorito il completamento della Trasversale da una parte molto prima che dall’altra, e così ha fatto convergere sulla ionica catanzarese tutta l’economica serrese.
La domanda finale
Se non vi convince questa storia, provate a cronometrare un viaggio da Vibo Valentia fino a Serra passando dalla Trasversale. Poi confrontatelo con un percorso in trasversale da Serra San Bruno fino a Soverato. E dopo 30 anni stiamo ancora a chiederci perché i serresi vogliono passare con la provincia di Catanzaro?
* Giornalista e avvocato









