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31 Maggio 2026
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Mattarella: “Libertà delle donne è conquista da difendere ogni giorno”. Alla Camera sprint sul reato di femminicidio

In occasione del 25 novembre, il Presidente della Repubblica ha sottolineato che la parità tarda ad affermarsi in ogni ambito. La Premier Meloni ha evidenziato gli strumenti normativi adottati

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In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio istituzionale. Il Capo dello Stato ha affermato che “In ogni ambito della vita sociale e privata, nelle case, nei luoghi di lavoro e negli spazi urbani, il principio della parità tarda ad affermarsi, limitando l’autonomia femminile, compromettendo la sicurezza delle donne, impoverendo il progresso della società“.

Le nuove forme di violenza e il ruolo del linguaggio

Mattarella ha richiamato l’attenzione sui contesti di conflitto armato, dove la violenza contro le donne è utilizzata come “strumento di intimidazione e oppressione“. Ha poi evidenziato il dilagare di forme di violenza consentite dalla dimensione digitale e amplificate dai social network, con effetti concreti quali “umiliazioni, ricatti, coercizioni che portano, nei casi più gravi, ad aggressioni fisiche e femminicidi“.

Il Presidente ha sottolineato la gravità degli abusi che lasciano “cicatrici profonde nel corpo e nella mente” e ha rimarcato l’importanza del linguaggio: “affatto indifferente è l’uso del linguaggio quando alimenta stereotipi, pretende di giustificare relazioni di dominio e comportamenti inaccettabili“. La parità, ha concluso, significa “prima di tutto, educazione al linguaggio del rispetto“. Ricordando il 65° anniversario dell’assassinio delle sorelle Mirabal, Mattarella ha ribadito che “libertà e protagonismo delle donne sono conquiste collettive da difendere e consolidare ogni giorno“.

L’Iter legislativo e il messaggio della Premier

Il 25 novembre potrebbe segnare l’approvazione alla Camera della nuova legge che introduce il reato di femminicidiocome fattispecie giuridica autonoma. Il provvedimento aveva già ricevuto l’approvazione unanime del Senato lo scorso luglio. Si prevede un voto bipartisan per la legge, analogamente a quanto avvenuto pochi giorni fa, il 19 novembre, per la normativa sul libero consenso che sancisce che ogni atto sessuale senza consenso è da considerarsi violenza.

La Premier Giorgia Meloni è intervenuta su X in occasione della Giornata internazionale. “La violenza sulle donne è un atto contro la libertà. Di tutti. Un fenomeno intollerabile, che continua a colpire e che va combattuto senza sosta” ha dichiarato. Meloni ha elencato gli interventi del Governo, tra cui l’approvazione di “leggi molto significative, inasprito le pene e rafforzato gli strumenti a disposizione, come il ‘codice rosso’ e le misure di prevenzione“. Il raddoppio dei fondi per i centri antiviolenza e le case rifugio. Il potenziamento e la stabilizzazione del reddito di libertà. La promozione del numero 1522 e di “innovative attività di educazione e sensibilizzazione“.

La Premier ha concluso affermando: “Sono passi avanti concreti, ma non ci fermiamo qui. Dobbiamo continuare a fare, ogni giorno, molto di più. Per proteggere, per prevenire, per sostenere. Per costruire un’Italia in cui nessuna donna debba più sentirsi sola, minacciata o non creduta“.

I dati sulla violenza e le richieste di educazione affettiva

Parallelamente all’attività legislativa, una ricerca di Differenza Donna ha rilevato dati significativi relativi alla Generazione Z (14-21 anni): il 24% dei giovani ha accettato atti sessuali anche se non desiderati. Il 34% dichiara di aver subito violenza (39% ragazze, 65% persone non binarie), che si manifesta in forme verbale (27%), psicologica (27%), sessuale (16%) e fisica (12%). Il 43% (un maschio su due) ritiene che gli stereotipi di genere derivino da differenze biologiche, e tra il 3 e il 5% crede che quello di cura sia un «ruolo biologico».

Dallo stesso sondaggio emerge che il 94% dei giovani chiede programmi di educazione sessuo-affettiva obbligatori a scuola. Una richiesta confermata anche dall’Osservatorio indifesa 2025 di Terre des Hommes, che vede il 94% dei giovani convinto che tale educazione sia uno strumento utile per prevenire discriminazioni e violenza di genere.

Le priorità istituzionali

UN Women Italy ha ribadito che “per contrastare la violenza di genere servono prevenzione ed educazione all’affettività a scuola“, indicando tre priorità per la parità: indipendenza economica e finanziaria femminileinfrastrutture sociali al servizio della genitorialità e un radicale cambiamento culturale. Quest’ultimo, è stato sottolineato, “deve necessariamente coinvolgere gli uomini, come alleati delle donne“.

Anche l’Associazione Italiana Persone Down (Aipd) ha richiesto alle istituzioni di porre al centro della propria agenda la protezione delle donne con disabilità attraverso corsi di formazione, strumenti di denuncia accessibili, percorsi di empowerment, interventi nei contesti familiari e residenziali e una vigilanza costante su coloro che dovrebbero garantire cura e protezione.

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