Nel corso del question time alla Camera, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha riaffermato con forza l’intenzione del governo di procedere con la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo Salvini, l’opera è attesa “da milioni di italiani che la vogliono, la aspettano e la meritano”, definendola non un progetto personale, ma una richiesta strategica che si inserisce nelle priorità dell’Unione europea.
La scelta sulla gara: “Non è convenienza, è buon senso”
Durante il suo intervento, il ministro ha difeso anche la decisione del governo di non procedere con una nuova gara d’appalto, spiegando che si tratta di una misura dettata da motivazioni tecniche e pragmatiche. “La scelta di non precedere con una nuova gara non è una scelta di convenienza ma di buon senso”, ha ribadito Salvini, sottolineando che l’obiettivo è accelerare un iter considerato cruciale per la modernizzazione delle infrastrutture italiane.
Un’opera simbolo del dibattito infrastrutturale italiano
Il Ponte sullo Stretto rimane una delle opere pubbliche più discusse del Paese, simbolo di visioni contrapposte ma anche di grandi aspettative per lo sviluppo del Mezzogiorno. Le parole del ministro confermano la volontà dell’esecutivo di mantenerlo tra le priorità della programmazione infrastrutturale.
Sostenibilità economica e rischi sociali: il monito di Rea
Il partito Rea mette in guardia sul peso economico e sociale dell’opera. Secondo il Segretario Nazionale, Gabriella Caramanica, non è sufficiente che la tecnica ingegneristica garantisca la resistenza dell’infrastruttura: ciò che preoccupa è la sostenibilità a lungo termine. “Investire miliardi in un ponte sospeso unico al mondo, senza un piano di manutenzione perpetua, significa scaricare sulle future generazioni un debito non solo economico, ma anche di sicurezza”, afferma il leader del partito.
Rea sottolinea che le risorse destinate all’opera potrebbero essere più efficacemente utilizzate per la messa in sicurezza sismica e idrogeologica di Calabria e Sicilia, territori già provati da dissesti strutturali e fragilità ambientale. “Prima di unire le coste che si allontanano di un millimetro all’anno,” conclude il Segretario, “dobbiamo unire il Paese nella protezione delle scuole, degli ospedali e delle abitazioni, perché la sicurezza dei cittadini non può essere rimandata.”
Il partito lancia dunque un messaggio chiaro: il Ponte sullo Stretto, per quanto affascinante e simbolico, non può prescindere da una politica di responsabilità, manutenzione e attenzione sociale, altrimenti rischia di diventare un simbolo di sciagurata miopia infrastrutturale.








