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3 Marzo 2026
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Crisi idrica a Cosenza, torna il “rimpallo”: Sorical parla di opere anni ’60, Arrical promette fondi

Il dibattito in Consiglio comunale evidenzia problemi strutturali e gestionali del servizio idrico. I tecnici illustrano piani di intervento, ma i consiglieri sottolineano riduzioni drastiche nelle forniture

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Durante la seduta del Consiglio comunale di Cosenza dedicata alla crisi idrica, sono intervenuti i vertici di Sorical, Arrical e Regione Calabria per illustrare i problemi infrastrutturali e i progetti futuri. I consiglieri comunali hanno denunciato disservizi persistenti e chiesto trasparenza e interventi immediati.

Sorical: criticità e piani di intervento

Secondo il direttore generale di Sorical, l’ingegnere Giovanni Paolo Marati, “l’acqua non ha colore politico, ma interessa tutti i cittadini. Abbiamo il dovere come parti interessate a fornire chiarimenti e a programmare tutti gli interventi necessari per erogare un servizio adeguato a una regione europea”.

Marati ha spiegato che Cosenza è alimentata dai grandi acquedotti del Bufalo e dell’Abatemarco, opere risalenti all’epoca della Cassa per il Mezzogiorno, “che negli anni non sono stati né rinnovati, né rifunzionalizzati. Quando si verificano interruzioni, le ripercussioni si avvertono per diverse ore a valle”.

Ha aggiunto che, nonostante non ci siano state interruzioni da settembre, le sorgenti hanno subito una riduzione del 35% a causa di problemi climatici. “Fortunatamente le sorgenti si stanno lentamente riprendendo, con una riduzione attuale del 21%”, ha precisato Marati.

Tra gli interventi urgenti indicati dal direttore, la sostituzione del by-pass dell’acquedotto Abatemarco e la progettazione di un piano strategico per la ristrutturazione complessiva dello schema acquedottistico. “Stiamo ragionando su più fronti, a breve, medio e lungo termine, e ci auguriamo che i primi interventi possano alleviare i disagi”, ha aggiunto.

Arrical e Regione: programmazione e finanziamenti

L’architetto Fabio Alberto Foti, dirigente di Arrical, ha sottolineato che “il problema della carenza idrica investe l’intero sistema territoriale e ha diversi aspetti, dal clima alle perdite delle reti”. Foti ha ricordato che “dal 2022, con la legge 10, Arrical è l’ente di programmazione e regolazione dei servizi pubblici locali a rete dei rifiuti e delle risorse idriche” e che “il subentro del Comune di Cosenza nel servizio idrico integrato è programmato per il secondo semestre del 2026”.

Foti ha aggiunto che sono stati stanziati circa 10 milioni di euro per interventi di ammodernamento delle condotte e per l’efficientamento dei pozzi, e altri 4 milioni per l’efficientamento idraulico e delle diramazioni. “Il Comune di Cosenza ha un ruolo centrale e queste risorse devono essere utilizzate per recuperare il gap infrastrutturale e risolvere i problemi legittimamente segnalati dai cittadini”, ha spiegato.

L’ingegnere Giovanni Ioele del Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente ha evidenziato che “negli anni scorsi abbiamo realizzato un intervento pilota a Cosenza, con un quadro economico di 8,5 milioni di euro. Abbiamo mappato 250 chilometri di rete, misurato pressione e portata e individuato le perdite”. Ioele ha inoltre precisato che “è necessario distrettualizzare la distribuzione per garantire che tutte le aree della città ricevano acqua equamente e ridurre gli allacci sproporzionati dei condomini”.

Le critiche dei consiglieri

La consigliera Alessandra Bresciani ha denunciato che “i rubinetti restano a secco per gran parte della giornata e interi quartieri vivono senza acqua. È arrivato il momento di dire basta a serbatoi vuoti, bollette salate e comunicati evasivi”. Bresciani ha chiesto di “garantire un servizio idrico sicuro e continuo, pianificare interventi strutturali immediati e richiedere trasparenza totale nella gestione del patrimonio idrico”.

La consigliera Bianca Rende ha aggiunto che “oggi Cosenza soffre una grave crisi idrica: l’acqua arriva nelle case solo per due ore al giorno e chi non ha riserve è senza. Non ha senso accusare Sorical: la responsabilità degli interventi incompiuti è del Dipartimento Ambiente e Arrical avrebbe dovuto sollecitare l’attuazione del piano d’ambito”. Rende ha chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico permanente e una somma adeguata nel bilancio comunale per la mappatura e il miglioramento della rete.

Il consigliere Giuseppe d’Ippolito ha sottolineato che “l’acqua arriva in alcune famiglie per meno di un’ora al giorno, molto al di sotto dei 2.000 litri quotidiani necessari per una famiglia di quattro persone. È urgente chiarire lo stato delle condotte e valutare se anticipare la cessione del servizio al gestore unico prevista nel 2026”.

Il consigliere Giuseppe Ciacco ha osservato che “la titolarità del sistema idrico integrato appartiene a Sorical, la governance ad Arrical, il Comune ha un ruolo marginale. La riduzione del 50% dell’approvvigionamento idrico dalla dotazione Sorical rispetto ad agosto 2025 è una situazione oggettivamente inaccettabile”. Ciacco ha aggiunto: “Chi dice che la colpa è del Comune e che alcune zone siano favorite è in mala fede. Bisogna ingegnerizzare la rete, digitalizzare gli impianti e garantire il diritto fondamentale dei cittadini all’acqua potabile”.

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