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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Occhiuto e il 2025: l’anno bestiale che doveva travolgerlo e finisce per consacrarlo

Dalla convalescenza all’inchiesta, dalle dimissioni alla vittoria elettorale: il presidente della Calabria attraversa l’anno più duro e ne esce rafforzato. Tra nuova giunta, sanità commissariata, equilibri nazionali e 2026 già nel mirino.

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“E dire che l’anno scorso, di questi tempi, ero convalescente“. Roberto Occhiuto si presenta così, con una battuta che è anche una dichiarazione politica, all’incontro di auguri con i giornalisti al dodicesimo piano della Cittadella regionale. Lo fa con l’aria di chi rivendica una rimonta personale e politica, condensando in poche parole quello che definisce senza mezzi termini un 2025 bestiale.

Inchiesta, dimissioni e rivincita elettorale

Un anno segnato da tutto ciò che, in politica, dovrebbe affondare una carriera: inchiesta giudiziaria, dimissioni, esposizione mediatica massima. E invece no. Occhiuto incassa, rilancia e stravince: elezioni regionali del 5 e 6 ottobre, vittoria netta, nuova legittimazione popolare. Nel mezzo, anche la formazione di una nuova giunta, quasi a voler certificare che la partita non solo non è chiusa, ma è appena cominciata.

La scalata a Forza Italia e il nodo Tajani

C’è poi il capitolo più delicato: il partito. Forza Italia vive una fase di riassetto interno, con la leadership di Antonio Tajani che inizia a essere messa in discussione, anche alla luce delle parole e dei movimenti di Berlusconi jr.. In questo spazio, Occhiuto avanza. Senza proclami, ma con una legittimazione territoriale che oggi pochi altri nel partito possono vantare.

Il “quid” che mancò ai delfini

Il governatore è convinto di avere quel famoso quid che ad altri eredi berlusconiani è mancato. Il riferimento è esplicito: Angelino Alfano. Altri tempi, altra stagione politica. Oggi Occhiuto rivendica consenso, radicamento e una traiettoria che, se confermata, potrebbe proiettarlo ben oltre i confini calabresi. Il 2026, nelle sue parole, appare come una naturale prosecuzione di un’ascesa costante.

Sanità, commissariamento e promessa di Meloni

C’è poi il dossier più pesante: la sanità. Occhiuto conta di incassare una promessa fatta personalmente da Giorgia Meloni: l’uscita dal commissariamento. “Sono rimasto solo in questo ruolo – scherza – visto che i miei due sub sono stati promossi ad altro ambito”. Una battuta che nasconde una verità politica: il governatore vuole chiudere una stagione e intestarsi una svolta storica.

La nuova giunta (ancora incompleta)

Sull’esecutivo regionale, Occhiuto rivendica continuità e novità. “Sono fiero degli assessori che c’erano prima e continuano ad operare adesso, ma sono anche positivamente impressionato dall’impegno dei nuovi”. Resta però una casella aperta: due assessori e alcuni sottosegretari devono ancora essere nominati. Un equilibrio da completare, anche alla luce degli accordi con gli alleati.

Febbraio e la partita statutaria

Il cronoprogramma è già fissato. “A febbraio chiuderemo la partita della modifica statutaria e inseriremo altre personalità”, annuncia il presidente. Un passaggio tutt’altro che tecnico: lo statuto è potere, e modificarlo significa preparare il terreno per la fase successiva.

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