L’Università della Calabria guarda con attenzione e concretezza alle sfide della trasformazione digitale. E lo fa aprendo ufficialmente alla proposta di un corso di laurea in Ingegneria Informatica, avanzata in ambito regionale, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta formativa e creare nuove opportunità per i giovani.
A confermarlo è una lettera della professoressa Giovanni Cuda, alla guida dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, indirizzata al consigliere regionale Pietropaolo, promotore dell’iniziativa.
L’apertura dell’UMG: “Visione lucida e proposta di qualità”
Nella missiva, il rettore Cuda ringrazia il consigliere regionale per il contributo offerto al dibattito sul futuro digitale della Calabria, sottolineando la qualità della visione proposta e la capacità di intercettare sfide e opportunità legate all’innovazione tecnologica.
L’Ateneo catanzarese, si legge nella risposta, guarda con fortissimo interesse all’ipotesi di attivare un nuovo percorso di studi in ingegneria informatica, riconoscendone il valore strategico per lo sviluppo del territorio.
Università, Regione e imprese: “Serve una collaborazione strutturata”
L’Università Magna Graecia ribadisce inoltre la propria piena disponibilità a sostenere il progetto, inserendolo in un quadro più ampio di collaborazione istituzionale tra Regione, sistema universitario e tessuto produttivo.
Un approccio ritenuto oggi indispensabile per garantire ai giovani calabresi opportunità formative e professionali qualificate, evitando la fuga di competenze e favorendo la crescita di un ecosistema dell’innovazione radicato sul territorio.
Formazione digitale come leva di sviluppo per la Calabria
Il possibile corso di laurea in Ingegneria Informatica viene indicato come uno strumento chiave per accompagnare la Calabria nel percorso di modernizzazione, rafforzando competenze digitali avanzate e creando un ponte diretto tra università e mondo del lavoro.
L’obiettivo condiviso è quello di trasformare l’innovazione tecnologica in occupazione qualificata, ricerca applicata e competitività, rendendo Catanzaro e la sua università un polo di riferimento per il Sud.
Un segnale politico e istituzionale chiaro
La risposta dell’UMG rappresenta un segnale forte: le università calabresi sono pronte a fare la loro parte, ma chiedono programmazione, visione e sinergia.
Un passaggio che rafforza il confronto politico-istituzionale sulla formazione digitale, tema sempre più centrale per il futuro economico e sociale della regione.









