Dalle montagne della Sila fino alle coste ioniche e tirreniche, la rabbia dei cittadini calabresi per lo stato della sanità pubblica sta esplodendo in una costellazione di proteste che attraversa l’intera regione. Tuttavia, per la CGIL di Cosenza, questo fermento rischia di restare inascoltato se non si trasformerà in una mobilitazione di massa coordinata e strutturata, capace di incidere realmente sulle scelte della politica regionale.
Un grido d’allarme da territori esausti
Secondo Massimiliano Ianni, Segretario Generale della CGIL di Cosenza, le mobilitazioni che si stanno susseguendo in questi giorni sono il sintomo di un malessere profondo e diffuso.
“Le iniziative di protesta di questi giorni, da Castrovillari a Cariati, passando per San Giovanni in Fiore, Longobucco, Polistena e Vibo Valentia, non sono semplici episodi isolati, ma testimoniano il grido d’allarme di un’intera Regione sulla drammatica situazione sanitaria che i cittadini calabresi sono costretti a vivere da anni” esordisce Ianni. Per il sindacato, le comunità sono ormai allo stremo a causa di “decenni di politiche scellerate che hanno sistematicamente smantellato il diritto alla salute”.
Il collasso della rete pubblica e la fuga verso il Nord
La diagnosi del segretario è spietata: negli ultimi quindici anni il sistema sanitario regionale è stato ridotto a un “cumulo di macerie”. Le conseguenze di questo declino colpiscono duramente le fasce più deboli della popolazione, alimentando un fenomeno di migrazione sanitaria senza precedenti verso le strutture del settentrione.
“Purtroppo non si intravedono politiche orientate a cambiare la situazione, anzi si preferisce finanziare la sanità privata che molto spesso non riesce a dare risposte concrete all’utenza”, denuncia Ianni. La fotografia dell’esistente mostra “Pronti Soccorso al collasso, trasformati in trincee dove il personale è ridotto all’osso; Medicina territoriale inesistente, forte è la carenza di medici e infermieri; Case della Salute rimaste, in troppi casi, solo sulla carta o trasformate in scatole vuote”.
Salute come priorità assoluta: l’invito al fronte comune
Per la CGIL, l’emergenza sanitaria ha ormai superato per criticità persino il dramma della disoccupazione, diventando il presupposto essenziale per ogni forma di dignità e sviluppo sociale. Non c’è più spazio per personalismi: “È il tempo della ragione e della forza popolare”.
L’appello conclusivo è rivolto a tutta la società civile: “Come CGIL Cosenza invitiamo tutti i comitati territoriali, le forze sociali e i cittadini a fare fronte comune e a coordinarsi in un unico, grande movimento. Solo uniti possiamo sperare in un cambio radicale della politica sanitaria regionale. Come CGIL Cosenza ci siamo stati, ci siamo e continueremo a esserci al fianco dei cittadini per una sanità pubblica ed efficiente”.









