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19 Marzo 2026
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Harry, il ciclone che non molla: venti a 150 all’ora, onde di 10 metri. La Calabria resta sotto assedio

Non è uragano né medicane, ma fa paura. Ancora 24-48 ore poi si attenua, dice il Cnr. Ma nel weekend arriva un’altra perturbazione

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Ha altre 24-48 ore di vita il ciclone Harry, che ha investito il Nord Africa e il sud Italia con raffiche fino a 150 km/h e onde alte fino a 10 metri. Lo spiega all’ANSA il meteorologo Tommaso Torrigiani, previsore della sala meteo del Consorzio Lamma-Cnr. “Dopo aver generato piogge e vento intensi e mareggiate prevalentemente in Sicilia e Calabria – aggiunge – il ciclone sin da domani (oggi, ndr) si muoverà verso est, indebolendosi ed esaurendosi gradualmente”.

Non tornerà il sereno subito dopo

Ma l’allontanamento di Harry non significa il ritorno del bel tempo: “piogge e altri fenomeni, sia pure di intensità minori – osserva Torrigiani – si abbatteranno infatti sul Paese nel weekend a causa dell’arrivo di una nuova perturbazione, sia pure meno intensa” “Harry – tiene a precisare il meteorologo del Consorzio Lamma-Cnr – non è nè un uragano nè un ‘medicane’, come vengono chiamati gli uragani che colpiscono il Mediterraneo: si tratta solo di una perturbazione molto bel strutturata e stazionaria, nata dal transito di una saccatura atlantica che ha richiamato correnti calde e umide dal Nord Africa. Lo scontro tra l’aria fredda atlantica e quella africana ha fatto irrobustire la perturbazione che in Italia ha colpito principalmente le due regioni del sud”. A determinare lo stazionamento per diversi giorni di Harry sul Mediterraneo è stata poi la presenza di un’ ‘alta pressione di blocco’ centrata nell’Europa orientale.

Il perchè del nome

Ed è invece stato il gradiente (cioè la differenza) di pressione tra il Mediterraneo meridionale, dove è bassa, e i Balcani dove è alta, a far scatenare i venti che dall’Egitto sono arrivati fin oltre la Sardegna. Il nome Harry “è stato attribuito dalla Libera Università di Berlino, che – ricorda Torrigiani – dà le nomenclature ufficiali a tutti i cicloni che transitano in Europa, basandosi su criteri alfabetici. Non c’è quindi nessun riferimento a persone o a cose”. Nonostante il maltempo nelle due regioni le temperature, ha rilevato Torrigiani, “non sono state particolarmente basse: in Sicilia si sono mantenute in linea con le medie stagionali, con le massime che hanno superato i 15 gradi”.

*ANSA

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