La polemica esplosa nelle ultime ore sul rapporto tra scuola, giustizia e separazione delle carriere arriva a un punto di svolta. Dopo la nota diffusa dalla sezione di Catanzaro dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), rilanciata da testate locali e nazionali, interviene ufficialmente la Camera Penale di Catanzaro per fare chiarezza su quello che definisce un racconto “inesatto” delle attività formative svolte dagli avvocati penalisti nelle scuole.
Una presa di posizione netta, motivata dalla necessità di fermare quella che viene descritta come una confusione mediatica già degenerata in letture speculative.
Nessun protocollo con il Ministero
Nel comunicato, la Camera Penale chiarisce uno dei punti centrali del dibattito: non esiste alcun protocollo o accordo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’Osservatorio MIUR della Camera Penale di Catanzaro, viene precisato, non è un organismo ministeriale, ma un organo interno associativo, composto esclusivamente da avvocati penalisti.
Il documento circolato nei giorni scorsi, indicato da alcune ricostruzioni come un presunto protocollo ministeriale, altro non è che il programma biennale dell’Osservatorio territoriale, elaborato per attività interne. Un equivoco che, secondo la Camera Penale, dimostra il livello di approssimazione con cui è stata affrontata la vicenda.
Il progetto “Il diritto di avere diritti”
Il progetto “Il diritto di avere diritti” viene rivendicato come un’iniziativa pienamente coerente con la storia e la funzione della Camera Penale di Catanzaro, federata all’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI), che da anni ha un protocollo nazionale con il Ministero dell’Istruzione per la promozione della cultura costituzionale nelle scuole.
L’iniziativa è rivolta agli studenti delle scuole secondarie e si inserisce nel solco delle attività di educazione alla legalità, affrontando i principi costituzionali del sistema penale e il giusto processo, così come previsto dall’articolo 111 della Costituzione.
Separazione delle carriere e libertà di pensiero
Proprio nell’ambito del modulo dedicato al giusto processo, spiega la Camera Penale, viene proposto anche un approfondimento sulla separazione delle carriere, tema di stringente attualità nel dibattito pubblico. Un approfondimento che non ha finalità persuasive, ma mira a fornire agli studenti una visione concreta e completa del sistema giudiziario.
Al termine degli incontri, gli studenti sono invitati a elaborare riflessioni personali sui temi trattati. Un passaggio definito come un esercizio di libertà democratica, funzionale allo sviluppo di un pensiero critico autonomo, e non come un atto di indirizzo ideologico.
Lo “scivolone” diventato caso nazionale
Nel comunicato non manca una critica esplicita alla gestione della vicenda. La Camera Penale esprime rammarico per il fatto che l’equivoco sia stato rilanciato anche da figure istituzionali di rilievo, fino ad arrivare a richieste di chiarimento al Ministero.
Secondo l’associazione, la fretta di reagire e la mancanza di un adeguato approfondimento avrebbero trasformato una semplice incomprensione in uno scivolone di portata nazionale, con effetti ben diversi da quelli probabilmente immaginati.
Pluralismo e confronto come metodo
A sostegno della propria posizione, la Camera Penale di Catanzaro richiama il proprio impegno concreto a favore del pluralismo delle idee. Viene citata, in particolare, la scelta di ospitare sulla propria rivista giuridica un confronto aperto sulla riforma della giustizia, dando spazio sia a posizioni favorevoli sia a quelle contrarie.
Un esempio, secondo l’associazione, di come l’educazione alla legalità non significhi imporre tesi precostituite, ma offrire strumenti di conoscenza e confronto, nel rispetto dei valori costituzionali.
“Nessuna propaganda nella scuola”
La Camera Penale respinge infine con fermezza ogni rappresentazione che possa far pensare a un uso strumentale della scuola pubblica o a una commistione tra formazione e propaganda politica. L’auspicio è che il confronto su temi delicati come la giustizia e la Costituzione si svolga su basi corrette, rispettando i ruoli istituzionali e la verità dei fatti, senza alimentare allarmismi ingiustificati.








