“Il completamento e la piena operatività delle 1.723 Case della Comunità previste dal PNRR rappresentano un obiettivo fondamentale per il futuro della sanità territoriale, ma i ritardi accumulati destano forte preoccupazione”. Lo afferma Gianluca Giuliano, segretario nazionale di Ugl Salute, commentando lo stato di avanzamento delle strutture finanziate con fondi europei.
I dati Agenas e il rischio mancato obiettivo
“Entro giugno dovranno essere utilizzate tutte le risorse stanziate dal Pnrr – prosegue Giuliano – ma i dati Agenas parlano chiaro: a settembre solo 660 Case della Comunità risultavano operative con almeno un servizio attivo. Con questo ritmo, il rischio di non raggiungere gli obiettivi è concreto”.
“Non bastano muri e inaugurazioni”
Per il segretario Ugl Salute il problema non riguarda solo l’apertura formale delle strutture. “La medicina del territorio deve decollare davvero. Non bastano mura e inaugurazioni: servono servizi domiciliari efficienti, assistenza continuativa, integrazione sociosanitaria e una rete capace di alleggerire la pressione su ospedali e pronto soccorso, oggi allo stremo”.
Il ruolo del terzo settore e il nodo del personale
Giuliano richiama anche la necessità di un approccio inclusivo: “Il terzo settore può e deve essere coinvolto, perché rappresenta una risorsa preziosa nella gestione dell’assistenza domiciliare e nella presa in carico delle fragilità”.
Ma il punto centrale resta la carenza di organico: “Tutto passa dal fronteggiare la grave mancanza di personale. Senza nuove assunzioni, senza professionisti motivati e senza un piano strutturale di valorizzazione del capitale umano, la riforma rischia di trasformarsi in un fallimento”.
“Accelerare con responsabilità”
“Il Paese non può permettersi di perdere questa occasione – conclude Giuliano –. La sanità territoriale è la chiave per un sistema più equo, moderno e vicino ai cittadini. È il momento di accelerare, con responsabilità e visione”.









