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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Arresto cardiaco, 60mila morti l’anno, svolta nel primo soccorso: il Ministero della Salute “chiama in campo” i cittadini

Nuove Linee guida nazionali su rianimazione e defibrillatori: formazione gratuita e standard unici per ridurre una strage silenziosa evitabile

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Ogni anno in Italia circa 60.000 persone muoiono per arresto cardiaco improvviso. Un numero che, secondo gli esperti del sistema dell’emergenza, può essere ridotto in modo significativo puntando su un fattore decisivo: il tempo. È da questa consapevolezza che nascono le nuove Linee guida per la rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore nella popolazione adulta e pediatrica, predisposte dal ministero della Salute in collaborazione con la Società Italiana Sistema 118 (SIS 118).

Linee guida uniche, valide in tutta Italia

Per la prima volta il documento ha validità nazionale, superando le disomogeneità regionali che per anni hanno caratterizzato la formazione sul primo soccorso. Le Linee guida sono indirizzate alle Regioni, alle Centrali Operative 118 e ai Centri di Formazione accreditati, con l’obiettivo di garantire un supporto didattico omogeneo e accessibile a tutti.

Schillaci: “Stessi standard da Bolzano alla Sicilia”

“Queste Linee guida rappresentano un passaggio storico – ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci –. Per la prima volta, che ci si trovi in Sicilia o nelle province di Trento e Bolzano, ogni cittadino può fare riferimento ai medesimi standard qualitativi. L’obiettivo è chiaro: abbattere i costi della formazione, diffondere la cultura del primo soccorso ed eliminare differenze che non sono più accettabili”.

Balzanelli: “Il primo soccorso deve essere patrimonio di tutti”

Il presidente nazionale SIS 118, Mario Balzanelli, sottolinea il valore strategico del coinvolgimento dei cittadini: “Dopo un arresto cardiaco improvviso, i primi minuti sono decisivi. Questo supporto didattico rivolto ai non addetti ai lavori può davvero contrastare numeri drammatici. Tutti i cittadini devono poter disporre, a titolo gratuito, di materiale per apprendere manovre salvavita come il massaggio cardiaco, l’uso del defibrillatore e le tecniche di disostruzione delle vie aeree“.

Dalla scuola agli adulti: formazione breve e gratuita

Le Linee guida pongono le basi per percorsi formativi rapidi, gratuiti e diffusi, rivolti a tutta la popolazione, “a partire – evidenzia Balzanelli – dalla popolazione scolastica“. Un cambio di passo che punta a rendere il primo soccorso una competenza diffusa, non più riservata ai professionisti sanitari.

Campitiello: “Un investimento sulla sicurezza dei cittadini”

“In caso di arresto cardiaco improvviso il fattore tempo è essenziale: prima arriviamo e più vite salviamo“, ha ricordato Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute. “Queste Linee guida non sono solo un documento tecnico-scientifico, ma un vero investimento sulla sicurezza. Coinvolgere i cittadini nella prevenzione e nell’intervento precoce può fare la differenza tra la vita e la morte”.

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