L’Università della Calabria presidia il panorama accademico globale con una reputazione sempre più solida. Il World University Rankings by Subject 2026, rilasciato dalla prestigiosa rivista britannica Times Higher Education (THE), conferma la presenza dell’ateneo in sette macro-aree disciplinari. L’ingresso in questa classifica non è un automatismo: richiede il superamento di barriere rigide su produttività scientifica, reputazione e qualità del corpo docente. Questa capillarità dimostra la capacità dell’Unical di produrre ricerca d’alto profilo, valorizzando la sua natura “generalista” ben oltre i confini tecnologici.
Computer Science sul podio, avanzano le Humanities
L’analisi degli indicatori premia l’area di Computer Science, che ottiene il miglior posizionamento grazie alla voce Research Quality. L’ateneo mostra però segnali di espansione orizzontale: settori come Arts and Humanities, Business and Economics, Engineering e Life Sciences registrano una crescita netta. Anche le Social Sciences e le Physical Sciencesconsolidano il proprio status, migliorando le performance nei parametri relativi al rapporto con l’industria e all’ambiente di ricerca.
Il commento del Rettore Gianluigi Greco
“Il World University Rankings by Subject ci restituisce la fotografia di un’Universita’ della Calabria in salute – ha commentato il rettore Gianluigi Greco – di un ateneo che cresce in modo organico. Se da un lato l’informatica e le aree a vocazione scientifica e tecnologica confermano la loro capacità di competere sui parametri della ricerca e del trasferimento tecnologico con le grandi realtà internazionali, dall’altro è fondamentale sottolineare il trend di crescita nelle aree umanistiche, economiche e sociali. Questo risultato conferma la validità del nostro modello di campus: un luogo di contaminazione dei saperi dove le varie aree disciplinari si rafforzano a vicenda”.
I criteri di una selezione rigorosa
Il ranking THE rappresenta uno standard di rigore riconosciuto a livello mondiale. Rispetto alle classifiche generali, i ranking per materia ricalibrano i 18 indicatori di performance sulle specificità di ogni settore, pesando diversamente l’impatto delle citazioni o la reputazione didattica. L’agenzia britannica ha setacciato milioni di pubblicazioni prodotte nel quinquennio 2020-2024, incrociandole con dati su brevetti, internazionalizzazione e sondaggi reputazionali. La permanenza dell’Unical in sette aree distinte certifica il raggiungimento di una “massa critica” scientifica visibile e autorevole su scala internazionale.








