Il mercato del credito immobiliare in Calabria archivia un 2025 a due velocità. Mentre il Tan medio (Tasso Annuo Nominale) dei mutui a tasso fisso è salito dello 0,5%, il variabile ha invertito la rotta, scendendo di oltre un punto percentuale. Per una famiglia calabrese con un mutuo ventennale da 150mila euro, questo calo si traduce in un risparmio medio di 50 euro sulla rata mensile. L’analisi condotta attribuisce il fenomeno alla “politica monetaria accomodante messa in atto dalla Banca centrale europea nei primi sei mesi dell’anno”.
Le mosse della BCE e l’effetto sulle rate
La dinamica finanziaria ha seguito il ritmo impresso da Francoforte. I tagli al costo del denaro nella prima metà dell’anno hanno spinto al ribasso il Tan variabile. Tuttavia, il successivo stop ai ribassi ha congelato la discesa: “mentre nella seconda parte dell’anno lo stop ai tagli del costo del denaro da parte di Francoforte ha portato alla stabilizzazione dei tassi, mentre il Tan medio del fisso ha subito un graduale aumento”. Questa stabilizzazione ha reso il variabile l’opzione tecnicamente più economica, pur senza scatenare una migrazione di massa.
La psicologia del risparmiatore: il dominio del fisso
Secondo Matteo Favaro, Coo & Managing director financial products di MutuiOnline.it, il 2025 è stato “un anno sicuramente incoraggiante per il mercato dei mutui, con i consumatori che hanno potuto approfittare di condizioni di finanziamento più favorevoli rispetto al biennio 2023/2024”. Eppure, la convenienza del variabile resta confinata sulla carta. Solo il 2,9% dei clienti a livello nazionale ha scelto l’indicizzazione, contro un bulgaro 96,1% che ha preferito il fisso. La ragione? “la forbice tra le due tipologie di finanziamento è ancora troppo piccola e il tasso fisso permette di bloccare la rata a condizioni favorevoli”, spiega Favaro.
Il vantaggio dei mutui “Green”
Oltre alla scelta del tasso, la qualità dell’immobile emerge come fattore determinante per il portafoglio dei mutuatari. Le abitazioni ad alta efficienza energetica aprono le porte ai cosiddetti “mutui green”, che offrono condizioni agevolate rispetto ai finanziamenti tradizionali. Favaro sottolinea che questa tipologia di mutuo risulta “mediamente più vantaggiosa di circa 40 punti base (0,40%)”, confermando che la classe energetica dell’abitazione può incidere in modo significativo sul costo finale del prestito.








