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21 Aprile 2026
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Concorso Giustizia, il Tar ribalta l’esito: quesito ambiguo nel test. Candidata cosentina riammessa

Una risposta penalizzata ingiustamente, un ricorso accolto e una soglia superata per un soffio: il Tribunale amministrativo riconosce l’errore nel quiz e apre alla riammissione in graduatoria

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Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto il ricorso presentato da una candidata originaria di Cosenza, inizialmente dichiarata non idonea al concorso pubblico per Assistenti del Ministero della Giustizia, aprendo la strada alla sua riammissione in graduatoria.

Alla base della decisione, un quesito ambiguo contenuto nella prova scritta, relativo all’individuazione di un sinonimo, che – secondo i giudici – presentava due risposte linguisticamente corrette, in violazione dei principi di chiarezza e univocità che devono caratterizzare le prove concorsuali.

Il nodo del quiz contestato

Il quesito finito sotto la lente del Tar proponeva più opzioni di risposta, tra le quali figuravano sia quella indicata dalla candidata sia quella ritenuta esatta dalla commissione.
Secondo il Collegio, entrambe le soluzioni risultavano semanticamente corrette, come dimostrato da fonti lessicografiche autorevoli, rendendo la domanda oggettivamente ambigua. Una circostanza che ha portato il Tribunale a ritenere fondate le doglianze difensive e a riconoscere l’errore nella valutazione della prova, con conseguente necessità di rideterminare il punteggio assegnato.

La difesa e le fonti linguistiche

A sostenere la tesi della ricorrente sono stati gli avvocati Danilo Granata e Alessandro Rosti, che hanno depositato in giudizio estratti enciclopedici e dizionari dei sinonimi, dimostrando come le due risposte avessero identico valore semantico. Una documentazione che il Tar ha ritenuto decisiva, ribadendo che nei concorsi pubblici il candidato non può essere chiamato a scegliere la risposta “meno sbagliata” o “più completa”, ma deve trovarsi davanti a un’unica soluzione inequivocabilmente corretta.

Effetti sulla graduatoria e rettifica dei punteggi

A seguito della pronuncia e delle verifiche conseguenti, Formez PA ha proceduto anche alla rettifica dei punteggi, ristabilendo la corretta attribuzione in relazione al quesito contestato. Grazie al recupero dei punti, la candidata ha superato la soglia minima prevista per l’idoneità ed è ora ufficialmente riammessa, con la possibilità di concorrere per l’inserimento in graduatoria e per una futura assunzione.

Le parole della difesa

“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – ha dichiarato l’avvocato Danilo Granata – perché la sentenza del TAR conferma un principio fondamentale: nei concorsi pubblici la chiarezza dei quesiti e la parità di trattamento tra i candidati non sono negoziabili”.

Il legale ha aggiunto: “Quando una domanda è ambigua e presenta più risposte corrette, il candidato non può essere penalizzato. Il Tribunale ha riconosciuto la fondatezza della nostra tesi, suffragata da fonti enciclopediche autorevoli. La rettifica dei punteggi da parte di Formez PA – ha concluso Granata – dimostra che l’azione giudiziaria era non solo legittima, ma necessaria. Ora la nostra assistita potrà finalmente vedere riconosciuto il proprio merito“.

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