25 Giugno 2026
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Cimitero di Serrastretta, il cipresso “che non s’ha da tagliare”: l’esposto di Bruni resta senza risposta

L'albero ostruisce l’accesso a una cappella gentilizia. L’avvocato denuncia il silenzio dell’amministrazione commissariata, a oltre cento giorni dalla richiesta formale di intervento depositata all’ufficio tecnico

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Un’istanza formale, presentata il 27 ottobre 2025, giace ancora sui tavoli del responsabile unico del procedimento dell’ufficio tecnico del Comune di Serrastretta, attualmente sotto commissariamento prefettizio dopo lo scioglimento del consiglio comunale. A presentarla è stato l’avvocato Felice Bruni, che segnala la necessità di un intervento urgente nel cimitero comunale.

Nel documento, l’avvocato richiama il celebre incipit manzoniano – “Quel cipresso………… che volge a mezzogiorno………non s’ha da tagliare………” – utilizzato come chiave descrittiva di una situazione ritenuta ormai insostenibile.

Il cipresso e i rischi segnalati

Secondo quanto rappresentato, l’albero, cresciuto in modo sproporzionato, avanzerebbe “in guisa di barriera verso la cappella gentilizia familiare”, restringendo passaggio, luce e aria e rendendo necessarie verifiche anche sulla soglia cementizia sottostante e sulla corretta regimentazione delle acque meteoriche.

La problematica sarebbe stata inizialmente segnalata anche verbalmente, in occasione del funerale della madre dell’avvocato Bruni, per poi essere formalizzata con un atto scritto, ritenuto indispensabile affinché una situazione “che cade sotto la percezione dei sensi” fosse adeguatamente documentata.

Il silenzio dell’amministrazione

Nonostante il decorso del tempo, pari a 101 giorni, non sarebbe arrivata alcuna risposta né un provvedimento conseguente. Una situazione che, secondo Bruni, non risulta compatibile con i principi che regolano l’azione della pubblica amministrazione, né con i termini previsti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, ampiamente superati.

Nel testo si legge che il procedimento è rimasto “fermo, stantìo, bloccato in una dimensione senza tempo e sfornito di risposta”.

La possibile tutela nelle sedi competenti

Il silenzio amministrativo, secondo quanto evidenziato, aprirebbe ora la strada a una necessaria tutela nelle sedi competenti. Una prospettiva che, tuttavia, l’autore dell’esposto inquadra in una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadino e istituzioni.

“È la rerum substantia, è l’eterna dicotomia tra la forma e la sostanza”, scrive Bruni, richiamando il tema, spesso evocato, della “casa di vetro” della pubblica amministrazione.

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