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4 Aprile 2026
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‘Ndrangheta, estorsioni e incendi per piegare le imprese: 7 arresti nel Crotonese. Dodici indagati (NOMI)

Maxi operazione dei carabinieri all’alba a Isola Capo Rizzuto. L’inchiesta, coordinata della Dda di Catanzaro punta su presunte pressioni e infiltrazioni nei bandi pubblici

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All’alba di oggi, lunedì 16 febbraio 2026, i carabinieri hanno dato il via a una operazione su larga scala a Isola Capo Rizzuto (KR). Le prime luci del giorno hanno visto l’arrivo delle unità dello Squadrone eliportato “Cacciatori” Calabria di Vibo Valentia, insieme agli elicotteri dell’8° Elinucleo e alle unità cinofile, per eseguire i provvedimenti disposti dalla magistratura.

L’operazione ha impegnato decine di militari, coordinati dal Nucleo investigativo del Reparto operativo di Crotone, con il supporto dei Comandi provinciali di Crotone, Catanzaro e Cosenza.

I nomi di tutti gli indagati

Complessivamente sono dodici gli indagati. Si tratta di Antonio Arena, 43 anni, residente a Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Arena, 60 anni, di Crotone; Pasquale Arena, 34 anni, residente a Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Bruno, 55 anni, di Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Friio, 60 anni, residente Isola Capo Rizzuto; Domenico Muraca, 74 anni, di Isola Capo Rizzuto; Michele Nicoscia, 46 anni, di Isola Capo Rizzuto; Antonio Scerbo, 24 anni, di Isola Capo Rizzuto; Carmine Scerbo, 35 anni, residente a Isola Capo Rizzuto; Rosario Scerbo, 58 anni, residente a Isola Capo Rizzuto; Vittorio Scerbo, 63 anni, di Isola Capo Rizzuto; Carmine Antonio Timpa, 75 anni di Isola Capo Rizzuto.

Chi va in carcere

Sono destinatari di una misura cautelare in carcere: Pasquale Arena, Giuseppe Bruno, Domenico Muraca, Michele Nicoscia, Rosario Scerbo, Vincenzo Scerbo e Carmine Antonio Timpa.

Le accuse contestate

Le sette persone arrestate sono accusate, a vario titolo, di estorsione, turbata libertà degli incanti e danneggiamento, reati aggravati dal metodo o dalle finalità mafiose. Secondo quanto ricostruito dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, le condotte contestate riguarderebbero interferenze nei bandi pubblici, pressioni estorsive ai danni di imprenditori locali e atti intimidatori, tra cui incendi, finalizzati al controllo del tessuto economico del territorio.

La misura cautelare e la Procura

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip distrettuale del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. L’indagine è stata condotta dal Nucleo investigativo del Reparto operativo di Crotone, che ha raccolto gli elementi ritenuti sufficienti a sostenere le accuse nella fase cautelare.

Il contesto operativo

L’operazione ha visto il coinvolgimento coordinato di più reparti: oltre al Nucleo investigativo, hanno partecipato i Comandi provinciali di Crotone, Catanzaro e Cosenza, il Nucleo cinofili, l’8° Elinucleo e lo Squadrone “Cacciatori” Calabria. Il dispiegamento di forze testimonia la complessità dell’intervento in un’area da tempo oggetto di attenzione investigativa per presunte infiltrazioni della ’ndrangheta nel tessuto economico locale.

L’inchiesta sui clan

Secondo quanto emerso, l’indagine avrebbe fatto luce sull’operatività dei clan nel territorio di Isola Capo Rizzuto, con un presunto sistema fondato su estorsioni alle imprese, condizionamento delle gare d’appalto e atti intimidatori per esercitare pressioni sulle vittime. Ulteriori dettagli sulle singole posizioni saranno diffusi nelle prossime ore dalla Procura.

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