Per la prima volta parla pubblicamente Demetrio Latella, 72 anni, nato a Reggio Calabria e attivo per anni in Lombardia, condannato in primo grado all’ergastolo nel processo per il sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti, rapita a Eupilio (Como) il 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre dello stesso anno. La sentenza di primo grado, emessa il 4 febbraio scorso, riguarda il concorso nell’omicidio volontario aggravato; il procedimento non è definitivo ed è previsto l’appello. Latella ha rilasciato le dichiarazioni al massmediologo Klaus Davi, che lo ha incontrato presso la sua abitazione nei giorni scorsi.
“Non sono mai stato affiliato”
Latella ha voluto innanzitutto precisare: “Da Reggio io sono scappato perché non volevo avere a che fare con questi personaggi”. E ancora: “Non sono mai stato affiliato ad alcuna cosca”. Dichiarazioni che rappresentano la sua versione dei fatti e che si inseriscono in un quadro giudiziario già delineato dalla sentenza di primo grado.
Il compenso e il sequestro
In merito al proprio coinvolgimento nel sequestro, Latella afferma: “Ho preso 30 milioni, ma non sapevo niente”. E aggiunge: “Non sapevo chi stessero rapendo, sono stato ingannato”. Alla domanda sulle scuse alla famiglia Mazzotti, ha risposto: “Non ho chiesto scusa alla famiglia Mazzotti, io non chiedo scusa. Al posto della famiglia Mazzotti li avrei ammazzati tutti”.
La proposta di collaborazione
Latella sostiene inoltre: “Il dottor Guglielmo Muntoni mi fece una proposta irrifiutabile: se testimonierà uscirà e scomparirà. Risposi che mi sarebbe piaciuto ma non ho accettato”. E ribadisce: “Siamo stati ingannati, siamo stati portati sul posto senza sapere”.
Le dichiarazioni sui presunti omicidi
Nel corso dell’intervista, Latella ha fatto riferimento alla propria carriera criminale con affermazioni forti: “Mi addebitano molti omicidi ma per quanti ne abbia ammazzati sono stati sempre pochi, io non ho rimorsi”. E ancora: “Quando è partita la guerra di mafia a Milano nel 1990 diciamo che l’ho fatta partire io”.
I rapporti nell’ambiente criminale
Latella ha inoltre dichiarato: “Non mi fidavo dei calabresi, mi hanno tradito. Io legavo con i siciliani”. E ha aggiunto un riferimento a Luigi Miano: “Mi diceva che sembravo del Mossad, io neanche sapevo cosa fosse il servizio segreto israeliano”.
Le posizioni politiche
Nel corso dell’incontro, Latella ha espresso opinioni sull’attuale scenario politico: “Non mi piace né la Meloni né la Schlein, sono apolitico: non ho mai votato né voterò mai”. E sul referendum relativo alla separazione delle carriere ha aggiunto: “Penso che la divisione delle carriere ci sia già, è tutto un trucco”.








