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16 Febbraio 2026
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Dalla Squadra Mobile al romanzo: Rattà racconta la giustizia in “L’incastro dei cocci”

Intrighi, omicidi e traffici internazionali nel primo libro dell’ex dirigente a Catanzaro e Reggio Calabria

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Suspense, giustizia e colpi di scena si intrecciano in “L’incastro dei cocci”, primo romanzo di Francesco Rattà, funzionario della Polizia di Stato con una lunga esperienza nelle principali squadre mobili italiane. Il volume, pubblicato da Albatros Il Filo, sarà disponibile dal 27 febbraio.

Classe 1967, originario di Montepaone, in provincia di Catanzaro, Rattà si è laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma e ha ricoperto incarichi di primo piano: dirigente della Squadra mobile di Catanzaro nel 2004, poi di Reggio Calabria nel 2012, impegnato nelle più delicate inchieste contro la ’ndrangheta. Nel 2021 è stato nominato dirigente della Squadra mobile di Roma e successivamente vicario del questore della Capitale. Oggi presta servizio nella Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, come direttore dell’Ufficio analisi interforze.

La trama: un mosaico di morti e segreti

Il romanzo si apre con il suicidio di una giovane studentessa calabrese di giurisprudenza. Poco dopo, scompare la nipote di un senatore membro della Commissione Antimafia. A indagare è il sostituto commissario Antonio Cicala, che scopre come le due vicende, apparentemente scollegate, siano in realtà unite da un filo oscuro.

Nel corso della narrazione emergono ulteriori tasselli: l’omicidio di un assistente parlamentare a Milano e la morte per overdose di una giovane donna coinvolta in traffici di riciclaggio legati al narcotraffico. Il quadro investigativo si amplia fino a rivelare la presenza di un latitante della ’ndrangheta, dominus di un vasto traffico internazionale di cocaina con il Sudamerica.

Un investigatore contro il potere criminale

Tra informatori insospettabili e vecchie amicizie che riemergono, Cicala dovrà mettere in campo ingegno e determinazione per ricostruire l’“incastro” di eventi che dà titolo al romanzo. Un intreccio serrato che riflette l’esperienza sul campo dell’autore e restituisce al lettore un affresco realistico delle dinamiche investigative e delle ombre che attraversano il rapporto tra criminalità organizzata e potere.

Un esordio letterario che unisce competenza tecnica e tensione narrativa, portando nel romanzo l’autenticità di chi la lotta alla criminalità l’ha vissuta in prima linea.

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