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5 Marzo 2026
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Crisi al Comune di Catanzaro, il segretario provinciale del Pd: “Tentativo maldestro di sfiduciare Fiorita”

"Non è una battaglia per Catanzaro ma una partita di potere". Gallello analizza la crisi come uno scontro interno al centrodestra. A Lamezia chiede invece lo stop alle fughe in avanti e più unità

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Gregorio, il ragionatore, è troppo navigato per rimanere incagliato nei bassi fondali della politica moderna, lastricati di luoghi comuni e proposizioni brevi. Sindaco di Gasperina, dirigente di lungo corso, Gregorio Gallello, attuale segretario provinciale del PD, ha avuto anche il privilegio, perché tale è, di formarsi per un certo periodo della propria vita all’ high school loieriana, palestra di vita e di politica. Lo abbiamo sentito sul momento dei dem, non solo nella provincia baricentrica.

Segretario, partiamo dall’atteggiamento del partito verso la crisi politica permanente al comune di Catanzaro; c’è sembrato un po’ freddino, forse un po’ arrendevole.

“E perché lei la vede così? Il Pd da subito si è posizionato, come era normale che fosse, nella maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione di Catanzaro. Da sempre lavoriamo all’interno della maggioranza attuale con delle rappresentanze istituzionali molto qualificate. Abbiamo detto, dinnanzi a questa raccolta firme, le cose necessarie con compostezza, senza strillare e soprattutto con chiarezza. Non è necessario tornare ogni giorno sul medesimo argomento o dire per forza qualcosa di nuovo ogni giorno. Non abbiamo per nulla apprezzato questo tentativo maldestro che coinvolge più la città di Catanzaro che il sindaco Fiorita.

Abbiamo potuto notare che non siamo di fronte a un confronto politico sul futuro di Catanzaro, ma a una operazione condita da ambizioni personali e da logiche di posizionamento lontana dall’interesse collettivo. Catanzaro, in questa fase e tra mille difficoltà, sta cercando di avviare o portare a termine alcuni importanti risultati dopo anni di programmazione e di impegno; penso agli interventi su Agenda Urbana, allo sviluppo del porto, al nuovo strumento urbanistico, ai lavori dello stadio, al rilancio di Catanzaro Servizi, giusto per fare qualche efficace esempio.

Vede, a proposito di Catanzaro Servizi, ma con che tipo di postura i fautori della raccolta firme vogliono far presentare la Città dinnanzi ad un nuovo piano industriale e dinnanzi a decisioni, importanti e complicate, che un organo terzo dovrà assumere per scongiurarne il fallimento e tutelare tutti i lavoratori e le proprie famiglie? Più analizzo l’attuale situazione (e a mente fredda lo si fa meglio) e più penso che possa lasciare conseguenze profonde sulla vita amministrativa e politica della Città immergendola in personalismi e in rivendicazioni ostili al buon andamento del confronto politico e amministrativo. Il Partito Democratico continuerà con responsabilità a fare la sua parte per lo sviluppo di Catanzaro pur rivendicando una sua autonomia d’azione politica e amministrativa. Qualche settimana prima che iniziasse questa raccolta firme, avevamo fatto sapere alla Città e all’amministrazione Fiorita della necessità di un cambio di passo, in questo ultimo anno e mezzo di consiliatura, mettendo in evidenza alcune tematiche necessarie per lo sviluppo di Catanzaro. Io e i rappresentanti istituzionali presenti in Comune avevamo avviato con il sindaco un confronto sulla modalità e sulla tempistica per attuare alcuni punti programmatici essenziali per noi. Ci siamo fermati, in questo confronto, in attesa di conoscere se l’amministrazione Fiorita continuerà o meno”.

Come andrà a finire a Palazzo de Nobili?

“In questa fase ogni scenario resta aperto. Certamente, lo stallo attuale delinea una debolezza del centrodestra catanzarese che si mostra tutt’altro che coeso e che appare sempre meno credibile come alternativa all’attuale governo della città. Credo, comunque, che la crisi al Comune sia una partita tutta interna al centrodestra. E non è il centrodestra a livello comunale il principale protagonista, ma quello a livello regionale o addirittura nazionale. In un’ottica di spartizione di postazioni, bisogna capire a quale partito del centrodestra toccherà la candidatura a sindaco della città di Catanzaro. E questa è una cosa che ovviamente non si risolve in loco. L’accelerazione a cui abbiamo assistito, nata principalmente da una forza politica, ha destabilizzato i programmi generali di qualche interprete della politica locale, oggi impegnato a ridurne la velocità, per non farsi travolgere o mettere fuori gioco da ipotetici scenari che, più che al futuro della città, rimangono affezionati ad un passato fortunatamente superato e denso di fallimenti”.

Volgiamo lo sguardo a Lamezia Terme, dove il Pd continua a non avere pace. Oltre ai soliti problemi, ora bisogna fare i conti con la corrente PidiOne dell’editore Grandinetti, che sembra più giocare per sé stesso che per l’unità dei dem. Che ne pensa?

“Di solito chi occupa i media con comunicati o iniziative di stampo personale gioca sempre per sé stesso e mai per un partito. Non vorrei partire dalle solite frasi fatte come “i panni sporchi si lavano in famiglia”, ma credo innanzitutto che non si faccia un buon servizio alla parte politica di appartenenza con questi percorsi solitari. Analizzando con lucidità queste iniziative, spesso caratterizzate da sembianze disordinate e decisamente passionali, credo che non apportino alcun vantaggio al partito; semmai sono messaggeri di instabilità, rissosità. Chi ci osserva viene scoraggiato ed allontanato. Ecco, eviterei questi “momenti di gloria” personali mettendo al centro il fine ultimo di tutti noi che deve essere la salute della nostra comunità politica. Si discute negli organismi e si fanno, quando servono, battaglie dall’interno.

A Lamezia, giusto per non sfuggire alla sua domanda, il congresso cittadino ultimo ha sancito un segretario e un’assemblea. Sono stati eletti gli organismi e il Partito sta lavorando bene sia a livello territoriale sia in consiglio comunale. Una parte del partito ha deciso di non partecipare ai congressi, e questo è stato un grave errore che ha sbarrato la strada alla rappresentanza di quella parte. Da sempre, però, credo che con quella parte bisogna dialogare; insistere sul recupero di un equilibrio interno; offrire spazi di rappresentanza; valorizzare le energie a disposizione. Per mesi e nel silenzio che meritano queste “missioni” (proprio per non alimentare ulteriori polemiche), ho provato a cercare, con un supplemento d’impegno, punti d’incontro che, come ben si potrà immaginare, sono molti di più dei punti di scontro. Al momento su alcune cose ho fallito, ma ciò non mi scoraggia nell’andare ancora avanti sulla via del dialogo. Purtroppo, a Lamezia Terme, come Partito Democratico siamo impegnati a parlare più della nostra vita interna, mentre dovremmo preoccuparci di creare un’alternativa seria dinnanzi ad un’amministrazione comunale di centrodestra inadeguata per il governo della città. Oggi, tutti i democratici e le forze di centrosinistra lametini dovrebbero sentirsi impegnati in una specie di missione di mutuo soccorso che la città merita dinnanzi al disastro del centrodestra. Spendere tempo ed energie per altre discussioni è veramente imprudente”.

È cronica la crisi del Pd, da dove passa il rilancio?

“Ci sono sprazzi di difficoltà che nessuno deve sottovalutare, ma ci sono anche segnali di forza da valorizzare. Non esiste la comunità di un tempo, né il senso di appartenenza di un tempo. Chi vive nelle nostalgie dei tempi passati, nei tempi dei gloriosi partiti di massa con tutte le implicazioni positive derivanti, occupa un angolino di memoria che, purtroppo molto spesso, lo porta al disimpegno nei partiti di oggi. Oggi, nonostante tutto, credo sia necessario impegnarsi soprattutto nel campo democratico per creare argini a questa destra governativa sempre più sovranista e decisamente non all’altezza per la tenuta sociale della nostra democrazia repubblicana. Non serve molto ricercare, all’interno del Partito Democratico, responsabilità e impostazioni errate provenienti dagli anni passati e che stanno condizionando il presente. Non serve questo tipo di analisi, se non nello spirito di non ripetere alcuni errori. Fa, però, sorridere (col garbo che mi impegno a manifestare) leggere alcune analisi o venire a conoscenza di riflessioni e di iniziative.

Il rilancio o, come mi piace continuare a sostenere, il proseguimento dell’impegno politico del PD passa soprattutto dal coinvolgimento dei territori e dalle idee chiare da sviluppare. Come federazione della provincia di Catanzaro abbiamo istituito il forum degli amministratori comunali del PD e penso sarà un luogo dove le buone pratiche amministrative, il confronto e il protagonismo delle realtà territoriali verranno adeguatamente valorizzati per divenire patrimonio del PD e delle comunità intere. Partiamo da questa buona prassi per cercare di radicarci nei territori. A questi territori dobbiamo stare vicini con la difesa dello stato sociale e dei principi di solidarietà, con il riconoscimento dei servizi essenziali (allontanandosi dall’impostazione aziendale e trattandoli come diritti irrinunciabili), con una proposta infrastrutturale autorevole e con uno sguardo attento rivolto ad arginare con proposte ed azioni serie lo spopolamento che la nostra terra vive drammaticamente. Come vede, mezzi, idee e prospettive per il cosiddetto rilancio ne abbiamo a bizzeffe”.

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