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23 Aprile 2026
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Ponte sullo Stretto, il sottosegretario Morelli rilancia: “Opera del terzo millennio per la rinascita del Sud”

L'esponente del Governo a Reggio Calabria. Risorse disponibili, tecnici al lavoro e cantieri in partenza: “Non è una bandiera politica ma una scelta di sviluppo per Calabria, Sicilia e Mezzogiorno”

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Il Ponte sullo Stretto torna al centro della strategia infrastrutturale del governo. A ribadirlo è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, intervenuto a Reggio Calabria durante il convegno Sicurezza e tutela delle infrastrutture sul territorio”, promosso da Ansfisa in collaborazione con RemTech Expo.

Secondo Morelli, il progetto non rappresenta un simbolo politico ma un tassello fondamentale per il rilancio economico e infrastrutturale del Mezzogiorno.

“Il Ponte sullo Stretto non è una bandiera. Dal punto di vista del governo è una grande opportunità di sviluppo per Calabria e Sicilia, ma anche per tutto il Sud”. Il sottosegretario ha spiegato che l’esecutivo ha scelto di affidarsi alle migliori competenze disponibili a livello internazionale. “Tecnicamente ci avvaliamo delle migliori teste sul fronte ingegneristico, industriale ed economico. Le finanze ci sono e sarebbe un errore non realizzare un’opera che per noi rappresenta la primavera del Sud”.

“L’opera più importante del secolo”

Morelli ha definito il ponte una infrastruttura destinata a segnare una svolta storica per il Paese, pur riconoscendo le complessità di un progetto di questa portata.

“Stiamo parlando dell’opera più importante del secolo, del terzo millennio. È normale che un intervento così ambizioso presenti criticità, ma il governo sta compiendo tutti gli atti necessari per superarle con il contributo di tecnici, università e ingegneri”.

Il sottosegretario ha inoltre respinto la lettura del progetto come terreno di scontro politico. “Il tema viene spesso raccontato come una contrapposizione tra destra e sinistra, ma dietro ci sono anni di lavoro e investimenti pubblici. Non sono i politici a volerlo: sono i cittadini”. Secondo Morelli, il consenso elettorale registrato alle ultime regionali nel Sud rappresenterebbe una sorta di legittimazione popolare al progetto: “Il risultato elettorale è stato per noi un vero referendum sul ponte”.

Sicurezza delle infrastrutture e statale 106

Durante l’intervento il sottosegretario ha richiamato anche il tema della sicurezza infrastrutturale, sempre più centrale alla luce degli eventi climatici estremi che colpiscono periodicamente il territorio italiano.

Tra le opere citate, i 5 miliardi di euro destinati alla statale 106, considerata una delle arterie più critiche del Mezzogiorno: “Gli investimenti sulla SS106 servono a garantire maggiore sicurezza alla guida e una migliore qualità della vita per chi vive lungo quella strada”.

Morelli ha sottolineato come l’attività dei cantieri sia già visibile sul territorio: “I cantieri ci sono e i calabresi li possono vedere con i loro occhi. Per me è un orgoglio visitarli”.

Ambiente, territorio e aree interne

Nel suo intervento il sottosegretario ha toccato anche il tema del rapporto tra ambiente, gestione del territorio e sviluppo, criticando alcune impostazioni che, a suo avviso, arriverebbero anche dall’Europa: “Pensare che l’uomo non debba più essere il custode dei territori è un’impostazione sbagliata”.

Da qui il richiamo alla nuova legge dedicata alle aree interne, pensata per incentivare la presenza e l’abitabilità dei territori più fragili. Morelli ha utilizzato un esempio concreto per spiegare la sua posizione: “È insensato pensare di non tagliare un albero perché si disturba un picchio. Siamo dalla parte dell’ambiente, ma se quell’albero rischia di cadere su una casa diventa un problema per tutti”.

Una sfida infrastrutturale per il Sud

Il messaggio politico che arriva dal governo è chiaro: il Ponte sullo Stretto viene considerato una infrastruttura strategica non solo per collegare Sicilia e Calabria, ma per ridefinire i flussi logistici, economici e turistici dell’intero Mezzogiorno. Nella visione dell’esecutivo, l’opera potrebbe diventare il simbolo di una nuova stagione di investimenti pubblici nel Sud.

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