Dopo il passaggio del ciclone “Harry” e dei recenti eventi meteo estremi che hanno colpito la Calabria, si riaccende il dibattito sulla tutela degli ecosistemi costieri. A intervenire è Legambiente Calabria, che esprime forte preoccupazione per l’autorizzazione concessa dal Comune di Catanzaro allo svolgimento di una gara di marecross sull’arenile di Giovino.
Il richiamo alla tutela delle coste
Secondo Legambiente, quanto accaduto nei giorni scorsi dimostra in modo inequivocabile la fragilità delle spiagge calabresi e la necessità di politiche di salvaguardia più stringenti.
L’associazione ricorda che le coste sabbiose italiane rappresentano appena lo 0,04% del territorio nazionale (circa 120 km² su 301.340 km², dati ISPRA, ISTAT e IGM) e che quasi il 60% dei litorali è interessato da fenomeni di erosione.
In Calabria, evidenzia Legambiente, il rischio concreto è la progressiva scomparsa di numerosi tratti di spiaggia, già messi a dura prova da cementificazione, inquinamento e interventi meccanici sull’arenile che alterano gli equilibri naturali e aumentano l’esposizione alle mareggiate.
Il caso della gara a Giovino
Nel mirino dell’associazione ambientalista finisce l’assenso concesso dall’Amministrazione comunale di Catanzaro per una gara di motocross sulla spiaggia di Giovino, area che vanta il riconoscimento della Bandiera Blu e che si trova in prossimità di una zona protetta.
L’evento segue un precedente sequestro dell’area da parte della Capitaneria di Porto per la mancanza delle autorizzazioni necessarie e il successivo dissequestro.
Per Legambiente si tratta di una scelta che suscita “stupore e profonda preoccupazione”, poiché per un’iniziativa di carattere temporaneo e con ricadute economiche limitate si rischierebbe di compromettere un bene pubblico e processi naturali delicati, fondamentali per la rigenerazione del litorale e la difesa dalle mareggiate.
“Le spiagge sono ecosistemi vivi”
“Le spiagge non sono spazi inerti, ma ecosistemi vivi” sottolinea Legambiente, evidenziando che il semplice livellamento della sabbia al termine dell’evento non può garantire un effettivo ripristino ecologico.
L’associazione ribadisce che lo sport rappresenta un valore, ma ogni manifestazione deve essere valutata alla luce della sostenibilità ambientale, soprattutto in un contesto segnato dalla crisi climatica.
L’appello ai Comuni
Il messaggio rivolto alle amministrazioni locali, a partire da quella di Catanzaro, è chiaro: la tutela delle spiagge e degli ecosistemi costieri non può più essere subordinata a eventi temporanei.
Per Legambiente, la Calabria deve imparare la lezione degli eventi estremi recenti e adottare scelte coerenti con la salvaguardia del territorio, patrimonio naturale e risorsa strategica per il futuro della regione.








