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25 Febbraio 2026
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Processo Cutro, Lucano: “Ritardi nei soccorsi sconvolgenti, il governo ha celebrato mentre morivano i bambini”

L’europarlamentare, presente al Tribunale di Crotone per la quarta udienza sul naufragio del caicco, denuncia ritardi nei soccorsi e gravi responsabilità politiche

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Mimmo Lucano ha presenziato alla quarta udienza del procedimento in corso al Tribunale di Crotone nei confronti di sei militari della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto per i presunti ritardi nei soccorsi al caicco naufragato a Cutro tre anni fa.

L’europarlamentare ha rilasciato dichiarazioni durante una pausa dell’udienza, sottolineando come la strage sia stata secondo lui “nascosta, celata e dimenticata” nonostante la gravità di quanto accaduto il 26 febbraio 2023 quando persero la vita 94 persone.

“Piantedosi complice: scoraggiare significa lasciar morire”

“C’è una richiesta di giustizia che deriva dalla situazione generale che, nel corso degli anni, si è creata attorno alla questione dei migranti, ovvero persone in fuga dalle guerre che tentano disperatamente di raggiungere le nostre coste. Le parole pronunciate dal ministro Piantedosi all’indomani della strage di Cutro sono emblematiche: affermare che in questo modo si ‘scoraggiano‘ altri ad arrivare in Italia significa, di fatto, essere complici di questi crimini e lasciar morire le persone”, ha dichiarato Lucano.

“Sconvolgente ritardo dei soccorsi: intervento solo dopo ore”

“Ci sono aspetti sconvolgenti in questa vicenda a partire dal ritardo nei soccorsi: come mai si interviene solo dopo tante ore, dalle 23 in poi? Sentire le parole ‘abbiamo trovato una bambina morta, un bambino morto‘ è un pugno nel cuore”, ha detto Lucano.

Un riferimento alle accuse rivolte ai sei militari della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto imputati nel processo per non aver effettuato un intervento tempestivo che avrebbe potuto salvare vite.

“Vescovi calabresi: strage dimenticata”

Lucano, infine, ha ripreso quanto affermato dai vescovi calabresi: “È vero, la strage di Cutro è stata dimenticata. Si tratta di un evento drammatico senza eguali in Calabria, e forse nel mondo. La strage di Cutro è il momento più basso di questo governo italiano: mentre il mare restituiva ancora i cadaveri dei bambini, loro facevano la festa di compleanno con Salvini. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo”.

Un riferimento alla festa organizzata dal governo mentre erano ancora in corso le operazioni di recupero dei corpi delle vittime del naufragio.

Processo per ritardi soccorsi: sei militari imputati

Il processo in corso al Tribunale di Crotone vede imputati sei militari della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto per i presunti ritardi nei soccorsi al caicco che naufragò al largo di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, causando la morte di 94 persone tra cui moltissimi bambini.

L’accusa contesta ai militari di non aver attivato tempestivamente le operazioni di salvataggio nonostante fossero state segnalate le condizioni di pericolo dell’imbarcazione. Un processo che per molti rappresenta la ricerca di giustizia per le vittime di una delle più gravi tragedie del mare avvenute sulle coste italiane.

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