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25 Febbraio 2026
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Precipita dal balcone a Roma: torna a sorridere Rocco, il bambino di Acri è fuori pericolo

Dal coma farmacologico alla scuola in ospedale: il percorso di recupero del piccolo ricoverato al Bambino Gesù commuove la Calabria

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Dopo settimane di apprensione e silenzi carichi di timore, arriva la notizia che tutti attendevano: Rocco, 11 anni, originario di Acri, non è più in pericolo di vita. Il bambino era precipitato lo scorso 22 ottobre dal balcone dell’alloggio in cui si trovava con i genitori nel quartiere Tiburtino, a Roma, compiendo un volo di oltre dieci metri.

Nei momenti immediatamente successivi all’incidente, le sue condizioni erano apparse gravissime. Il piccolo avrebbe perso l’equilibrio mentre si sporgeva per salutare la sorella e, come ricostruito dai familiari, “in un attimo è caduto nel vuoto”. Le prime ore sono state decisive e segnate dalla paura del peggio.

La madre: “Un miracolo che ci ha restituito nostro figlio”

Trasportato d’urgenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Rocco è stato sottoposto a cure intensive e mantenuto in coma farmacologico per diverse settimane. Il quadro clinico è rimasto a lungo critico, con i medici prudenti sulle prospettive di recupero.

A raccontare quei giorni è la madre, Santina, che al quotidiano Il Messaggero ha dichiarato: “Le preghiere lo hanno salvato, è stato un vero miracolo”. La donna ha assistito impotente alla caduta del figlio e da allora non si è mai allontanata dal suo letto d’ospedale.

Con il passare del tempo, però, sono emersi i primi segnali incoraggianti. Un miglioramento graduale che ha aperto la strada al trasferimento nel centro riabilitativo di Palidoro, a Fiumicino.

Il sostegno delle istituzioni e il recupero sorprendente

“Ora possiamo dirlo: ce l’ha fatta e senza complicazioni”, ha spiegato Fabrizio Montanini, consigliere del IV Municipio, che ha seguito da vicino la vicenda della famiglia. I sanitari parlano di un recupero “rapido e sorprendente”, considerata la dinamica della caduta e la gravità iniziale del trauma.

Accanto al bambino, in questi mesi, sono rimasti costantemente entrambi i genitori, Santina ed Enrico, affrontando un periodo segnato da sacrifici, trasferte e lunghe attese. La speranza, mai abbandonata, si è rivelata decisiva anche sul piano emotivo.

Frequenta la scuola in ospedale

Le condizioni attuali sono confortanti. “Sta recuperando velocemente. Frequenta la scuola in ospedale, parla con chiarezza, ragiona, riconosce tutti e gioca”, racconta ancora la madre.

Secondo quanto riferito, il bambino ha ripreso le normali attività compatibili con il percorso riabilitativo, mostrando capacità cognitive e relazionali adeguate alla sua età. Un risultato che il personale medico definisce significativo, alla luce del trauma subito.

Dal dramma alla speranza

L’obiettivo della famiglia è ora quello di rientrare al più presto in Calabria e riprendere la quotidianità interrotta da quell’incidente. Il viaggio a Roma doveva essere un momento di festa per celebrare la laurea di un parente, ma si è trasformato in un incubo.

Oggi, a distanza di quattro mesi, la prospettiva è diversa. Resta il ricordo di un evento traumatico, ma accompagnato dalla consapevolezza di un esito positivo che fino a poche settimane fa sembrava incerto.

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