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25 Febbraio 2026
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Calabria
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La Calabria vuole ripartire dai territori interni per la sanità: 1.500 firme per gli ospedali montani

A San Giovanni in Fiore l'iniziativa "Curare sul posto". La proposta prevede la creazione di un’unica Azienda ospedaliera per gestire i quattro presidi e l’attivazione di reparti chiave

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Il Comitato La Cura ha promosso ieri pomeriggio a San Giovanni in Fiore (Cosenza) l’iniziativa “Curare sul posto”, momento di confronto pubblico e partecipato sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare. La pdl interessa i presidi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, territori penalizzati dai tagli del Piano di rientro avviato nel 2010 e da anni alle prese con la desertificazione sanitaria.

Un’unica Azienda ospedaliera e reparti essenziali

Il medico Tullio Laino, estensore della proposta, ha illustrato il progetto, che prevede l’istituzione di un’unica Azienda ospedaliera per coordinare i quattro presidi e trasformarli in “spoke”, con attivazione di reparti essenziali come Chirurgia generale, Pediatria e Cardiologia, comprensiva di possibilità di angioplastica. L’organizzazione mira a garantire servizi sanitari fondamentali nei territori interni, superando la frammentazione e rafforzando la presenza sul territorio.

Criticità dei trasferimenti e urgenze tempo-dipendenti

Giuseppe Brisinda, chirurgo del Policlinico Universitario Gemelli, ha sottolineato l’inadeguatezza del trasferimento dei pazienti come soluzione per la tutela della salute, richiamando tempi di percorrenza, condizioni orografiche e carenza di servizi come criticità per le urgenze tempo-dipendenti.

Sostegno politico e partecipazione civica

Anche Francesco Sapia, ex deputato e già componente della Commissione Sanità della Camera, e il docente Giovanni Iaquinta hanno ribadito il sostegno alla proposta, invitando le forze politiche a firmare la legge di iniziativa popolare, ponendo fine al lungo abbandono sanitario delle aree montane.

Firme raccolte e mobilitazione popolare

Il giornalista Emiliano Morrone ha comunicato che le firme già raccolte superano le 1.500, evidenziando come sia necessaria una mobilitazione ampia, anche delle forze politiche, per assicurare il futuro della sanità pubblica nei territori montani. Presenti all’incontro anche il sindaco di Caccuri, Luigi Quintieri, e numerosi cittadini, a testimonianza di un forte impegno civico volto a riportare servizi essenziali vicino alle comunità più fragili.

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