“La Vibonese tra due anni compie cento anni. Io quei cento anni non li voglio fare in Eccellenza”. Rino Putrino, commissario delegato del club rossoblù, sceglie la linea della fermezza. La conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico Danilo Fanello si trasforma in un manifesto di rottura con il recente passato, segnando uno spartiacque decisivo sia sul piano tattico che su quello dirigenziale. Una doppia svolta necessaria per scuotere un ambiente che non può più permettersi ambiguità.
L’identikit del nuovo corso: fame e responsabilità
La scelta di affidare la panchina a Fanello risponde a una precisa volontà politica: cambiare radicalmente mentalità. Putrino ha cercato un profilo che incarnasse l’urgenza della piazza e la durezza della categoria, fuggendo da nomi altisonanti ma privi di stimoli. “Volevamo fortissimamente un allenatore giovane, affamato, che avesse l’obiettivo insieme ai ragazzi. Non qualcuno già appagato, ma uno disposto a sporcarsi le mani”.
Un’intuizione nata dal primo colloquio, dove il commissario ha rintracciato nello sguardo del tecnico la determinazione necessaria per caricarsi sulle spalle la responsabilità di Vibo Valentia: “Gli ho visto negli occhi una voglia vera di venire a Vibo, di affrontare questa responsabilità. Da lì ho capito che era l’uomo giusto”.
Il ritorno del Patron e la disciplina interna
Il rafforzamento del ruolo di Putrino passa anche dal rinnovato impegno di Pippo Caffo. Il patron ha rimosso ogni dubbio sulla sua vicinanza alla squadra, con una rassicurazione che ha ricompattato i vertici: “Quando mi ha detto ‘da qui a fine anno consideratemi dentro a tutti gli effetti’, ho sentito di avere la società accanto».
Questa ritrovata compattezza si traduce in un monito severo per lo spogliatoio. Non ci sarà spazio per chi non sposa integralmente la causa della sopravvivenza sportiva. Putrino esige ordine, organizzazione e, soprattutto, rispetto dei ruoli. Il messaggio è diretto a chiunque faccia parte dell’ingranaggio: “Chi non se la sente, chi non è pronto a lottare, può farsi da parte. Adesso è chiaro chi decide, chi parla e chi deve assumersi le responsabilità”.
Orizzonte salvezza e futuro territoriale
Mentre la squadra si prepara alla battaglia per la salvezza, unico traguardo ammesso per questa stagione, la dirigenza guarda già al domani. L’obiettivo è restituire il club alla sua comunità, costruendo da giugno un progetto strutturato e identitario. “Stiamo lavorando per riportare questa società ai vibonesi”, ha concluso Putrino, ribadendo che la permanenza nella categoria attuale è il pilastro indispensabile su cui edificare il futuro del centenario.








