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27 Febbraio 2026
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Alluvione Crati, Aceto: “Tremila ettari sott’acqua, centinaia aziende distrutte. 300 milioni non bastano”

Il presidente di Coldiretti Calabria ha chiesto un piano strutturale su acqua, manutenzione alvei, consolidamento argini, nuovi invasi. "Senza programmazione acqua diventa rischio"

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Una situazione gravissima quella che si riscontra ad oggi nella Sibaritide che cerca di rialzarsi dopo i danni causati dal maltempo e dall’alluvione del Crati che ha colpito i territori di Cassano Ionio e Corigliano Rossano nelle scorse settimane.

Lo fa presente Coldiretti Calabria tramite il presidente Franco Aceto che aprendo i lavori dell’assemblea regionale della Confederazione alla Cittadella di Catanzaro ha chiarito fin da subito che i ristori che dovrebbero arrivare non sono sufficienti. “Ci ritroviamo con tremila ettari di terreno sott’acqua e con centinaia di aziende completamente distrutte”, ha dichiarato.

“Regione chiede stato calamità, 300 milioni insufficienti”

“La Regione ha chiesto lo stato di calamità. Pare che ci sia un primo stanziamento di 300 milioni di euro, ma riteniamo che siano insufficienti“, ha chiarito il presidente di Coldiretti Calabria. Un monito a fare di più nonostante la sospensione dei tributi per gli agricoltori colpiti dal maltempo che ha fatto esondare il Crati.

I danni alle aziende agricole sono ingenti, con coltivazioni distrutte, serre danneggiate, macchinari sommersi dall’acqua e infrastrutture agricole rese inservibili dall’alluvione.

Coldiretti chiede piano strutturale acqua e territorio

Al centro del dibattito il dissesto idrogeologico e i danni causati dal maltempo per cui Coldiretti Calabria chiede un piano strutturale su acqua e territorio, un piano organico sulla manutenzione degli alvei, il consolidamento degli argini, l’efficientamento delle reti e la realizzazione di nuovi invasi con sistemi di pompaggio.

Tra le priorità anche il rafforzamento delle assicurazioni agricole e strumenti di gestione del rischio. Richieste che puntano a prevenire future alluvioni e a mettere in sicurezza il territorio.

“Acqua risorsa strategica, senza programmazione è rischio”

“L’acqua è una risorsa strategica, ma senza programmazione diventa un fattore di rischio“, ha aggiunto Aceto. Un richiamo alla necessità di interventi strutturali e non solo di emergenza, con una pianificazione di lungo periodo che metta in sicurezza i territori agricoli della Piana di Sibari e prevenga nuove esondazioni del Crati e del Coscile.

La Confederazione sottolinea come l’assenza di manutenzione ordinaria degli alvei e di consolidamento degli argini abbia contribuito alla gravità dell’alluvione che ha devastato migliaia di ettari di terreni agricoli.

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