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5 Marzo 2026
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Catanzaro, Aquilani tra amarezza e realismo: “Soddisfatto a metà, mi aspetto più maturità dalla squadra”

Il tecnico ha analizzato con estrema schiettezza il pareggio contro la Carrarese. Nel mirino dell'allenatore la gestione del vantaggio e il preoccupante calo di tensione nella ripresa.

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Lo stato d’animo di Alberto Aquilani, dopo il pirotecnico pareggio contro la Carrarese, è un mosaico di emozioni contrastanti. Le sue parole descrivono un equilibrio sottile tra l’amarezza per un’occasione sprecata e la lucidità di chi riconosce l’importanza di un punto strappato in un’arena ostile. Un doppio registro emotivo che il tecnico riassume: “Mezza soddisfazione, mezza delusione”.

L’allenatore non ha cercato scappatoie tattiche o alibi esterni, ammettendo di aver previsto le insidie del match sin dalla vigilia. “Mi aspettavo una gara di questo genere”, ha dichiarato con realismo, memore delle difficoltà già incontrate nella sfida d’andata. Una lettura che evidenzia una preparazione accurata, ma che non ha risparmiato ai suoi una partita “sporca”, caratterizzata da duelli fisici e prolungati momenti di sofferenza.

Il nodo della prestazione e il calo nella ripresa

Il tono del tecnico si fa più severo quando l’attenzione si sposta sul piano del gioco espresso dai giallorossi. Aquilani ha separato con onestà i rari momenti positivi dalle evidenti lacune collettive: “Non credo che abbiamo fatto una buona gara”. Il punto di rottura, secondo la sua riflessione, è coinciso con il secondo tempo, dove la squadra non è riuscita a mantenere gli standard richiesti.

“Siamo calati al di sotto delle nostre possibilità e aspettative”, ha sottolineato il mister, tradendo l’amarezza di chi è consapevole del reale potenziale dei propri uomini e di quanto la gestione dei momenti chiave possa spostare gli equilibri di un campionato.

Gestione del vantaggio e maturità tattica

Il vero nervo scoperto per Aquilani resta la fragilità dimostrata nel gestire il risultato favorevole. La sua è una delusione costruttiva, finalizzata a stimolare la crescita dei singoli e del gruppo. “Sono arrabbiato per come non siamo stati capaci di gestire il vantaggio”, ha ammesso senza giri di parole, invocando un salto di qualità in termini di personalità e freddezza.

Nonostante la frustrazione, l’allenatore ha cercato di mantenere una prospettiva equilibrata sul risultato finale: “Possiamo anche essere contenti per come è maturato il pareggio, dipende da quale lato la si vuole vedere”. È il segno di una guida tecnica che tenta di sintetizzare la rabbia per ciò che poteva essere con il sollievo di aver rimesso in piedi una gara che sembrava ormai compromessa.

La gestione del “caso rigore”

Infine, interpellato sulla discussa ripetizione del calcio di rigore che ha sancito il pari definitivo, Aquilani ha scelto la via della diplomazia e del rispetto istituzionale, evitando di alimentare polemiche mediatiche. “Non ho visto la dinamica”, ha chiarito, limitandosi a riportare quanto riferitogli sulla massiccia presenza di calciatori in area al momento del tiro di Pontisso.

La sua chiosa sull’episodio è stata netta: “Se il regolamento dice che va ribattuto è giusto che sia stato fatto”. Un approccio che conferma la sua filosofia: centralità del campo e accettazione delle decisioni arbitrali, senza distrazioni esterne. In definitiva, quella di Aquilani è una rabbia figlia dell’ambizione: se per molti il pareggio è un punto guadagnato, per lui resta il monito di una maturità ancora tutta da conquistare.

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