Il Comune di Vibo Valentia cambia passo e prova ad accelerare sul nodo storico dei depositi costieri di carburanti nel porto di Vibo Marina. Dopo settimane di confronto con la società Meridionale Petroli, l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo ha messo nero su bianco una proposta istituzionale che punta alla delocalizzazione degli impianti. È pronta infatti la bozza di un Protocollo d’intesa che coinvolge più livelli istituzionali: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Calabria, Comune di Vibo Valentia, Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Arsai, Corap e la stessa Meridionale Petroli.
Il documento è stato già trasmesso alla società e rappresenta il primo passo formale per spostare il deposito di oli minerali e carburanti dalla zona ovest del porto verso un sito alternativo, individuato preliminarmente nella zona industriale di Porto Salvo.
Un protocollo per spostare i depositi dal porto
L’obiettivo dell’intesa è avviare un percorso condiviso di delocalizzazione e, parallelamente, consentire la riconversione dell’area portuale oggi occupata dall’impianto, liberando il waterfront. Il protocollo non sostituisce i procedimenti amministrativi previsti dalla legge ma rappresenta un atto di indirizzo e coordinamento tra le amministrazioni coinvolte, finalizzato a costruire il percorso tecnico e istituzionale per il trasferimento.
Il documento stabilisce che la Meridionale Petroli dovrà presentare entro 60 giorni dalla firma una proposta di piano di delocalizzazione contenente analisi di fattibilità tecnico-economica, ipotesi di localizzazione, cronoprogramma degli interventi e valutazione degli impatti ambientali e di sicurezza.
Un impianto nato negli anni Cinquanta
Il deposito costiero della Meridionale Petroli è presente nel porto di Vibo Valentia Marina dalla metà degli anni Cinquanta. L’impianto occupa oltre 26 mila metri quadrati di demanio marittimo e comprende uffici, magazzini, sala pompe e infrastrutture per lo stoccaggio e la movimentazione di carburanti.
La concessione demaniale attualmente in vigore è stata rilasciata nel 2005, ma nel frattempo il contesto urbano è profondamente cambiato. L’area portuale è oggi a ridosso di abitazioni e stabilimenti balneari, con criticità legate alla viabilità e alla gestione delle emergenze. Il deposito rientra inoltre nella categoria degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, circostanza che negli anni ha rafforzato l’ipotesi di una delocalizzazione dell’impianto, ritenuta auspicabile anche dall’Asp di Vibo Valentia.
Il ruolo delle istituzioni
Il protocollo assegna un ruolo centrale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che attraverso la Direzione generale per i porti, la logistica e l’intermodalità coordinerà il tavolo tecnico istituzionale. La Regione Calabria dovrà garantire il coordinamento delle autorizzazioni ambientali e produttive, mentre il Comune di Vibo Valentia sarà chiamato a collaborare sugli aspetti urbanistici e amministrativi legati al trasferimento.
L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha già previsto una possibile soluzione temporanea: una concessione demaniale di transizione per consentire all’azienda di operare durante la fase necessaria alla realizzazione del trasferimento.
L’ipotesi Porto Salvo
Il sito individuato in via preliminare è la zona industriale di Porto Salvo, ma l’insediamento dovrà superare una serie di verifiche tecniche e autorizzative. Sia Arsai sia Corap hanno dichiarato la disponibilità a valutare l’eventuale domanda di insediamento della società, precisando però che l’autorizzazione dipenderà dagli esiti delle istruttorie tecniche.
Tra gli aspetti da valutare figurano la disponibilità dei lotti industriali, la realizzazione delle condotte necessarie per il trasporto dei carburanti e le condizioni di sicurezza legate allo stoccaggio di materiali altamente infiammabili.
Gli impegni della Meridionale Petroli
Nel protocollo la società si impegnerebbe a presentare il piano di delocalizzazione entro 60 giorni, collaborare con le amministrazioni fornendo tutti i dati tecnici necessari e mantenere i più elevati standard di sicurezza fino al completamento del trasferimento. È previsto inoltre l’impegno a salvaguardare i livelli occupazionali diretti e dell’indotto e a sostenere i costi di progettazione e realizzazione degli interventi, con la possibilità di accedere a eventuali strumenti di cofinanziamento pubblico qualora disponibili. Il trasferimento delle attività rappresenterebbe quindi un impegno giuridicamente vincolante per la società, che dovrà essere definito nel dettaglio nel piano tecnico di delocalizzazione.
Tavolo tecnico permanente
Per seguire l’attuazione dell’intesa verrà istituito un tavolo tecnico permanente con rappresentanti del Ministero, della Regione, del Comune, dell’Autorità portuale, di Arsai, Corap e della società. Il tavolo avrà il compito di coordinare le attività, monitorare l’avanzamento della procedura e aggiornare il cronoprogramma.
Alle riunioni potranno partecipare anche Prefettura, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Autorità di bacino e organizzazioni sindacali, soprattutto per gli aspetti legati alla sicurezza e alla tutela occupazionale.
Romeo: “Il porto deve tornare ai cittadini”
Sul protocollo è intervenuto il sindaco Enzo Romeo, che ha annunciato l’invio della bozza alla società. “Abbiamo lavorato incessantemente per costruire un’alternativa concreta. Il Protocollo d’Intesa che abbiamo inviato alla Meridionale Petroli non è solo un documento tecnico, ma un patto di sviluppo che mette nero su bianco il trasferimento degli impianti nell’area industriale di Porto Salvo. È una condizione di vantaggio che questa Amministrazione, con il supporto degli enti coinvolti, ha voluto offrire all’azienda per tutelare lavoro e produzione, ma a un patto chiaro: il porto deve tornare ai cittadini”.
Il nodo della concessione
Il punto più delicato resta la durata della concessione demaniale. L’amministrazione comunale ha ribadito la propria contrarietà a un rinnovo ventennale, ipotesi che secondo il Comune bloccherebbe qualsiasi progetto di rilancio del waterfront. “La posizione del Comune, sostenuta anche dal Consiglio provinciale e dalle risoluzioni comunali, è netta: no a rinnovi ventennali. Mentre la società punta a ottenere altri 20 anni di permanenza sul waterfront – un vantaggio anacronistico e ormai incompatibile con la sicurezza e lo sviluppo turistico – noi rispondiamo con la concretezza del Protocollo. Proponiamo una concessione di transizione di circa 30 mesi, strettamente necessaria per l’avvio e il completamento della delocalizzazione. Il progetto di fattibilità resta, come è giusto che sia, a carico del concessionario privato che per decenni ha operato sul territorio”.
L’ultimatum alla società
Romeo ha sottolineato anche il lavoro istituzionale svolto nelle ultime settimane per costruire un percorso condiviso tra tutti gli enti coinvolti. “L’attivazione del tavolo ministeriale e regionale è stato un atto di disponibilità politica straordinaria. Abbiamo creato un percorso che prima non esisteva, superando ostacoli burocratici per offrire una via d’uscita onorevole e produttiva. Ora la Meridionale Petroli deve scegliere: o farsi protagonista del rilancio di Vibo Marina firmando l’intesa, o restare arroccata su una posizione di privilegio che la città non è più disposta a tollerare. Non permetteremo che il futuro del nostro litorale venga ipotecato per altri due decenni”.
Il “modello Vibo”
Per l’amministrazione comunale il percorso avviato rappresenta anche un nuovo approccio alla gestione delle politiche portuali. L’obiettivo dichiarato è costruire un “modello Vibo”, basato su un fronte istituzionale compatto capace di guidare la trasformazione del porto verso sicurezza, sviluppo turistico, nautica da diporto e valorizzazione del territorio.








