A Gagliato, piccolo centro della provincia di Catanzaro nel cuore delle Preserre Catanzaresi, l’attenzione delle autorità sanitarie si è concentrata su un centro benessere dopo la segnalazione di un possibile caso di legionellosi.
L’episodio che ha attivato la macchina dei controlli è contenuto in una comunicazione ufficiale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, inviata al Comune con nota protocollo n. 643 dal responsabile del Servizio Igiene e Sanità Pubblica.
Nel documento si spiega che gli accertamenti sono stati avviati “a seguito di segnalazione di un caso di legionellosi in persona che aveva frequentato il centro benessere, in un periodo compatibile con il tempo di incubazione della malattia”. La segnalazione ha fatto scattare l’allerta preventiva, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza del batterio negli impianti idrici della struttura.
L’ordinanza del sindaco e la chiusura immediata
Di fronte alla comunicazione dell’autorità sanitaria, l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire con un provvedimento urgente. Il sindaco Salvatore Sinopoli ha firmato l’ordinanza n. 7 del 3 marzo 2026, con cui viene imposto il divieto assoluto di utilizzo del centro benessere.
Nel testo del provvedimento il primo cittadino motiva la decisione spiegando di aver “ritenuto necessario e urgente, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli per l’igiene pubblica e la salute delle persone, provvedere immediatamente alla chiusura della spa”. L’ordinanza dispone che l’impianto resti inutilizzabile fino all’esito favorevole delle analisi. I campionamenti e le verifiche tecniche sono stati affidati all’Asp di Catanzaro e all’Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria.
Analisi e verifiche sugli impianti
Le procedure attivate rientrano nei protocolli sanitari previsti nei casi di sospetta presenza di Legionella, batterio che può proliferare negli impianti idrici e nei sistemi di aerazione se le condizioni ambientali lo favoriscono. Gli accertamenti riguarderanno in particolare tubazioni, serbatoi, docce e vasche della struttura, punti in cui il microrganismo può annidarsi e diffondersi tramite aerosol d’acqua. Solo al termine delle analisi e dopo un eventuale intervento di bonifica potrà essere valutata la riapertura dell’impianto.
Sanzioni previste in caso di violazione
Nel provvedimento comunale viene indicata anche la cornice sanzionatoria per chi non dovesse rispettare il divieto di utilizzo della struttura. L’ordinanza avverte esplicitamente che “la violazione per mancata osservanza del presente provvedimento è sanzionata dall’articolo 650 del Codice Penale”, norma che punisce l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Il controllo sul rispetto della chiusura è affidato alla Polizia locale e alle forze dell’ordine presenti sul territorio, incaricate di vigilare sull’effettiva applicazione del provvedimento fino alla conclusione degli accertamenti sanitari.









