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16 Marzo 2026
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Operazione “Artemis”, revocati i domiciliari a Danilo Serratore: il Tribunale dispone l’obbligo di firma

Il Tribunale collegiale penale di Lamezia Terme ha revocato gli arresti domiciliari per Danilo Serratore, sostituendoli con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Accolta l’istanza della difesa, rappresentata dall’avvocato Maria Bonaddio

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Il Tribunale collegiale penale di Lamezia Terme ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per Danilo Serratore, coinvolto nell’inchiesta “Artemis” della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

La decisione è stata presa il 16 marzo, accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Maria Bonaddio, legale del Foro di Lamezia Terme che assiste Serratore. La misura cautelare dei domiciliari è stata sostituita con quella meno afflittiva dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Accolta la richiesta della difesa

Secondo quanto evidenziato dalla difesa, Danilo Serratore avrebbe rispettato scrupolosamente tutte le prescrizioni imposte durante il periodo di detenzione domiciliare. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, inoltre, l’indagato avrebbe avviato percorsi finalizzati al reinserimento nel mondo del lavoro, elementi che il Tribunale ha ritenuto rilevanti nel valutare la modifica della misura cautelare.

L’arresto nell’operazione antimafia “Artemis”

Serratore era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 7 novembre 2024, in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal Gip distrettuale di Catanzaro. Il provvedimento era stato disposto nell’ambito dell’operazione “Artemis”, un’inchiesta coordinata dalla DDA di Catanzaro che aveva interessato una vasta area del Lametino e riguardava presunti reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Il processo è entrato nella fase dibattimentale

Il procedimento penale “Artemis” è attualmente nella fase dibattimentale davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme. Nel corso delle udienze è già iniziata l’istruttoria dibattimentale, con l’escussione dei testimoni dell’accusa. Il processo proseguirà nei prossimi mesi con l’ascolto delle altre parti coinvolte e con la valutazione delle prove raccolte nel corso dell’indagine.

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